Arriva babbo natale… e pure la befana

Dalla prossima settimana sentiremo sicuramente parlare, sulla stampa specializzata, del “Rally di Santa Claus. E’ interessante uscire dal cliché giornalistico e verificare dati alla mano che cosa è in realtà questo movimento al rialzo, concomitante su tutte le borse mondiali, che si verifica nel mese di dicembre ed in particolare nei giorni che precedono il Santo Natale per proseguire fino a sotto Capodanno.

Secondo Stock Trader’s Almanac, dicembre è il mese migliore per investire ed è il miglior periodo dell’anno in quanto a ritorno medio mensile. Negli ultimi sessanta anni, il ritorno medio mensile è pari a +1,60% per lo S&P 500, +1,70% per il Dow Jones e +1,90% per il Nasdaq; inoltre il mercato è salito per 45 volte ed è sceso solo 15 volte, uno straordinario 75% positivo.

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Dietro queste performance ci sono delle ragioni logiche:

  • La naturale prevalenza del bull market rispetto al bear market;
  • I fattori stagionali che rendono l’ultimo quarto dell’anno, grazie alla concomitanza delle feste natalizie, come il più promettente in termini di ricavi, vendite e profitti per le aziende;
  • Il rally di Santa Claus, che segna la fine dell’anno trascorso – tempo di bilanci – e l’inizio del nuovo, quando si imposta il lavoro per i mesi successivi.

Tra l’altro, il prossimo è il terzo anno della presidenza Obama ( Presidential Cycle, ne abbiamo già parlato nel report dell’8 novembre 2010), con le elezioni di mid-term che hanno consegnato il Congresso ai Repubblicani, con fattori di trend secolari al rialzo in azione – vedi Dont’t fight the Fed – e con una stagionalità fortemente positiva.

Allora cosa ci porterà la Befana?

Ci porterà probabilmente un rialzo consistente anche nei prossimi quattro mesi, con questo verosimile andamento: tendenziale crescita a gennaio anche per l’effetto di trascinamento, generale rallentamento a febbraio, accensione dei motori a marzo e crescita esponenziale ad aprile. Sempre secondo Stock Trader’s Almanac, il ritorno medio da novembre ad aprile – sin dal 1950 – è stato del 7.30%; se andiamo a considerare l’effetto del Presidential Cycle, sicuramente la crescita sarà più consistente. Ma non è finita qui, la Befana sarà molto buona quest’anno e ci consegnerà dodici mesi da ricordare. Infatti dopo le elezioni di mid-term, negli ultimi sessanta anni, il mercato ha sempre realizzato una performance media positiva pari al 18.4% .

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E’ del tutto evidente la consistenza dei ritorni medi realizzati. Inoltre il mercato ha fatto segnare performance medie di oltre il 20% quando si sono verificati cambi di maggioranza nel Congresso americano. Allora non avremo carbone? Certo che no e vedremo probabilmente il Dow Jones oltre quota 13000 e lo S&P 500 oltre 1400.

Che brava Befana!

Manca solo all’appello il nuovo massimo del Dow Jones, il resto è fantasia. TREND UP. 

Si confermano i trend Up per i paesi core e l’incertezza con trend Down nei PIGS, ma qualcosa sta cambiando. La conferma è data dal nuovo trend Up sull’ Euro Stoxx 50. Nel nostro mercato si confermano alcuni industriali e i titoli del lusso; male le banche, ma qualcosa si muove per un probabile cambio di trend.

Il mercato svizzero soffre per il super franco ma è in trend Up, pronti a partire nei prossimi giorni anche gli altri.

Diverse velocità nell’ambito dei BRIC: in correzione l’India e il Brasile, per i timori di restrizione monetaria; bene il mercato russo, che segue il trend globale; sui blocchi di partenza la ripresa del bull market cinese.

L’Asia segue il trend mondiale a parte l’Hang Seng, che vive di Cina e di suo; ma il trend è Up.

Manca l’importante conferma del US Dollar Index per decretare il passaggio di trend del dollaro contro più valute, fra cui l’euro; l’area 1,30 del cross euro-dollaro americano assume un’importanza cruciale a tal riguardo. Il dollaro australiano, pur fra Up e Down, al momento conferma la sua forza generalizzata. Il dollaro americano-yen resta in un Down trend e la sterlina inglese resta in equilibrio in un ampio range.

Continuerà la corsa al rialzo di tutte le commodities, oro, argento e palladio daranno risultati migliori.

Certifichiamo il rialzo strutturale nei prossimi mesi della curva di lungo periodo, fuori dal controllo delle banche centrali. Le implicazioni e le conseguenze non tarderanno a farsi sentire.

Parte della curva sotto il diretto controllo delle banche centrali, che garantiranno tassi a breve stabili nei prossimi 6/12 mesi. La Bce sarà fortemente condizionata dall’esito della crisi sui debiti sovrani dei PIGS.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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