Il petrolio, l’oro, il grano e il dollaro… il mondo in poche immagini

È stupefacente vedere quante informazioni sono condensate in un grafico. Il buon Seykota diceva che per individuare i trend basta appendere il chart sulla parete dalla parte opposta della stanza e vederne la direzione.

In questa sede soffermeremo la nostra analisi sulle principali commodities e sul dollaro, per capire nel prossimo futuro quali saranno i temi dominanti in economia ed in politica, e l’impatto sulla quotidianità di ognuno di noi.

Il grafico del petrolio (fig.1) indica un delineato trend al rialzo, trainato soprattutto dalla domanda proveniente dai Paesi asiatici cui si aggiungerà la ripresa americana e dell’area Euro. La crescita dei prezzi avrà sicuramente un impatto sulla inflazione spingendola verso l’alto, con il risultato che pagheremo prezzi via via più salati per i nostri rifornimenti alla pompa di benzina.

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La battaglia tra chi vede la deflazione (fig.2) e chi l’inflazione è alle battute finali, gli esiti non tarderanno a farsi sentire; e allora capiremo se la Federal Reserve avrà fatto un buon lavoro o meno.

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Il grafico dell’oro (fig.3) indica un trend al rialzo ancora più nitido. I metalli preziosi, in un contesto di tassi a breve in USA ed Europa molto bassi, quasi prossimi allo zero, si sono trasformati oltrechè in beni rifugio, anche in surrogati di divisa estera, sostituendosi in alcune situazioni di crisi al dollaro. Taluni leggono nelle attuali quotazioni dell’oro lo scenario macroeconomico prossimo venturo, che avrà connotazioni fortemente inflazionistiche. Riteniamo che i prezzi siano destinati a salire ulteriormente, abbiamo qualche dubbio, in questo contesto, sulle capacità previsive dell’andamento dell’oro riguardo all’inflazione.

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Il grafico del grano (fig.4) indica una ripresa del trend al rialzo in atto, suggerendo che in un prossimo futuro la maggior parte delle commodities legate all’agricoltura sono destinate a salire in termini di prezzo; ne indichiamo alcune: caffè (fig.5), zucchero, soia e cotone (fig.6).

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La salita delle quotazioni di tali commodities ha già avuto un impatto sull’aumento dei prezzi dei generi alimentari in Cina e nelle economie c.d. emergenti. Ciò ha costretto le autorità cinesi ad un salutare rialzo dei tassi di interesse, che agirà da freno sulla speculazione immobiliare e raffredderà nel contempo gli eccessi della crescita economica, comunque elevata e ben sostenuta da fattori esterni ed interni.

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Infine il dollaro (fig.7), l’attuale cassa di risonanza di tutti gli squilibri mondiali; bistrattato agli inizi di novembre, dopo l’annuncio della FED sul QE2. Chissà perché da quel momento, a parte il franco svizzero e il dollaro australiano, la divisa USA si è soltanto rafforzata. La direzione futura non è ancora ben delineata, ma una violazione dei massimi registrati a novembre ci consegnerà un dollaro più forte ed un’economia americana molto più dinamica rispetto alle economie europee; l’alternativa è un probabile andamento laterale nel complesso, con singole situazioni (euro, yen, etc.) da analizzare caso per caso.

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Allora come sarà il mondo nel 2011? Probabilmente avremo un poco più di inflazione, scongiurando così la pericolosa deflazione, avremo più persone che soddisferanno le loro esigenze alimentari di base, in particolare in Cina e India; avremo le borse che saliranno nel primo semestre dell’anno, soprattutto in taluni settori ( Energia, Minerari-Auriferi, Macchinari per l’Agricoltura e Fertilizzanti) e il dollaro che si muoverà un poco su, un poco giù.

Così va il mondo.

Buona fine d’anno, un prospero 2011!

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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