La teoria di Dow, il sentimento e l’ampiezza del mercato: dont’t fight the tape

Part of a news headline announcing that News Corp. has offered to buy Dow Jones for $60 a share is displayed on an electronic "zipper" under the Dow Jones logo in Times Square in New York on Tuesday, May 1, 2007. (AP Photo/Peter Morgan)

Prima di tutto desideriamo fare un augurio di felice e prospero anno nuovo a tutta la nostra clientela.

La nostra prima riflessione operativa di questo nuovo anno fa riferimento alle tante previsioni che abbiamo avuto modo di leggere verso la fine dello scorso anno e alla nostra analisi fatta nel report del 13 dicembre 2010, per verificare, attraverso i dati, la reale situazione dei mercati. Nonostante il periodo piuttosto anemico in termini di volumi scambiati durante le festività natalizie, abbiamo notato che:

  • la teoria di Dow ha dato un segnale di buy;
  • il sentimento del mercato resta molto positivo e il movimento al rialzo di fine anno è ampiamento giustificato dall’ampiezza (breadth) del mercato.

Di seguito prenderemo in rassegna singolarmente i vari indicatori.

La teoria di Dow segnale di buy L’indice Dow Jones Trasportation ha fatto segnare, in data 10 dicembre 2010, il nuovo massimo in chiusura – fig. 1 – accompagnato dal massimo in chiusura fatto registrare dal Dow Jones Industrial in data 14 dicembre 2010 – fig. 2 – generando così un segnale buy secondo la teoria di Dow (vedi allegato). Questo segnale in genere non è molto frequente, ma, quando si verifica, quasi sempre precede un significativo movimento al rialzo dei mercati. Tra l’altro, tutto ciò è confermato dal nostro modello Global Assett che, da tre settimane, continua ad aumentare l’allocazione nei mercati azionari (vedi modello a pag. 9). L’obiettivo della teoria di Dow è quello di confermare la direzione del trend registrando minimi più alti in entrambi gli indici seguiti da nuovi massimi.

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Il sentimento di Investors intelligence Il sentimento del mercato misurato da Investors intelligence si mantiene stabilmente sopra la soglia dei 55 punti – fig 3 – a partire dal 18 novembre 2010, ma ben al di sotto dei massimi del 2007. Noi riteniamo che i grandi player – i fondi comuni – stiano uscendo dai mercati dei bond e rientrando sui mercati azionari (altra conferma dal nostro modello Global Assett). Ogni caduta degli indici e delle singole azioni leader è vista come una opportunità di acquisto. Tutto ciò comunque non esclude che possiamo assistere ad un ritracciamento di breve periodo nell’ordine di un 5-6%.

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L’ampiezza del mercato – Breadth L’advance decline line del New York Stock Exchange – fig. 4 – ha fatto registrare nell’ultimo giorno dell’anno il nuovo massimo di tutti i tempi, confermando che il top del mercato è ancora di là da venire. Certamente ci potranno essere dei ritracciamenti, ma, se contenuti nel canale evidenziato, non desteranno alcuna preoccupazione. Nella storia dell’indicatore ci sono stati pochi casi in cui si è verificata la coincidenza fra un top di mercato significativo e il top dell’advance decline line.

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Dunque, buttiamoci alle spalle tutte le previsioni, osserviamo i mercati, ma soprattutto Don’t fight the Tape*.

*Don’t fight the tape – Non operare contro la tendenza del mercato. Proverbio sui mercati finanziari secondo cui è la tendenza che conta, non le tue personali convinzioni sull’andamento del mercato e dei singoli titoli.

 

Allegato TEORIA DI DOW

La teoria di Dow (Dow Theory) è un insieme di definizioni e regole relative al comportamento dei prezzi degli strumenti finanziari presentata da Charles Dow sulla quale si basa l’analisi tecnica moderna. Charles Dow fu un giornalista americano che, ai primi del ‘900, scrisse in una serie di articoli sul Wall Street Journal una serie di osservazioni sui comportamenti dei mercati finanziari, analizzati mediante l’utilizzo di grafici. Si deve quindi a lui e alla sua teoria la nascita e la divulgazione dell’analisi tecnica, oltre che lo sviluppo dei primi indici azionari, tra cui il Dow Jones.

 

Principi della teoria di Dow

I sei principi di base della teoria di Dow si possono riassumere come segue:

  1. Il mercato è formato da tre tendenze (trend): trend primario (nel lungo periodo), secondario (nel medio periodo) e minori (nel breve periodo).
  2. Le tendenze si suddividono in tre fasi: accumulo (solo le “mani forti” investono), partecipazione del pubblico (ritorno della fiducia nel mercato) e distribuzione (tutti investono, momento di euforia del mercato).
  3. Il mercato azionario sconta tutte le notizie: i prezzi delle azioni incorporano e riflettono velocemente tutte le informazioni che le riguardano.
  4. Le medie del mercato azionario devono confermarsi a vicenda: occorre che il trend di un settore sia confermato anche dall’andamento dei settori a lui collegati.
  5. Le tendenze devono essere confermate dal volume: il volume in genere segue i prezzi, però se l’andamento è caratterizzato anche da forti volumi, allora è veritiero.
  6. Le tendenze esistono fino a che dei segnali definitivi dimostrano che sono terminate: brevi periodi di movimenti in controtendenza non costituiscono inversione di rotta del mercato salvo un persistere degli stessi.

 

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO 

Stabilmente in trend Up e stato 1. Assume particolare importanza, per le considerazioni fatte nel nostro editoriale, lo stock picking ed il controllo dei rischi.

L’Euro Stoxx 50 non ha fatto segnare i nuovi massimi, cosa già fatta per l’Euro Stoxx 600, a causa della preponderante componente bancaria. Il Cac 40 deve portarsi sopra i 4000 punti per confermare la stabilità del trend. Continua la corsa del Dax 30 all’unisono con i mercati americani. Tensioni persistenti sul FTSE Mib: evitare i bancari e guardare per il momento agli industriali e il comparto petrolifero. Idem per Madrid.

Il mercato svizzero resta pesantemente condizionato dalla forza del franco che ne ha ridotto le potenzialità e richiede un atteggiamento in generale neutrale per attendere la ripresa del trend. Bene il resto.

Cautela sui mercati dell’area BRIC soprattutto sulla Cina e sul Brasile. Le informazioni che avremo nei prossimi giorni ci chiariranno il quadro.

I trend sono stabilmente Up ma il Giappone soffre la forza dello yen e l’Hang Seng le tensioni in Cina, bene gli altri due indici.

Atteniamoci a quello che leggiamo riguardo ai trend e agli stati delle singole currency, la ripresa a pieno regime dei mercati aggiungerà informazioni utili per una definitiva lettura, quindi occhio ai nostri report che pubblicheremo in settimana

Restare lunghi di tutte le commodities. 

Approfittare dei rimbalzi per uscire dalla parte lunga dei tassi e/o fondi ed Etf obbligazionari 

Stabilità sui tassi americani e leggera caduta dei due euribor in un quadro di tassi a breve nei prossimi sei otto mesi tendenzialmente stabili.

 

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

Via Via F.Crispi 1, Campobasso – 86100 Campobasso

Tel. 0874.418.192     Fax 0874 315364     e-mail: info@ruffospa.com     www.ruffospa.com

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