Italia: pronti… si riparte

Nel nostro editoriale del 20 dicembre 2010 abbiamo chiuso come segue:

L’inizio di una fase riformatrice e la risoluzione delle problematiche indicate nel nostro cigno nero, con il concorso di tutte le forze politiche e sociali per un Paese migliore, più forte e competitivo, garantirà una crescita economica più sostenuta, in un contesto mondiale che presenta connotazioni positive, con effetti benefici sullo stock del debito e sulla qualità della vita di tutti gli italiani, creando il presupposto per una forte risalita del nostro listino. Tutto ciò le borse sono in grado di fiutarlo e appena dovesse sentirsene l’odore, il premio non tarderà ad arrivare. Lo capiremo tenendo bene sott’occhio l’area che passa tra 21000 e 22000 punti perché, appena violata, ci aprirà a nuovi scenari di quotazioni, di crescita delle nostre aziende e dell’intero sistema Paese.

Nel frattempo, dopo la fiducia al Governo votata alle Camere, si sono verificati due eventi importanti ed uno è in itinere: la riforma dell’università, il referendum degli operai di Mirafiori e l’ attuazione in parlamento delle riforma, in senso federale, dello Stato italiano. Tutti e tre questi eventi sono significativi ed importanti ed apporteranno trasformazioni sociali ed economiche molto profonde alla società italiana (il federalismo inciderà sulla spesa e sul debito, le relazioni industriali sulle riforme strutturali del mondo del lavoro e la riforma dell’università sulla qualità dello studio e della preparazione dei nostri figli) – fig.1. Ma la vera rivoluzione, paragonabile alla consultazione popolare sulla scala mobile del 1985, è la vittoria dei SI al referendum di Mirafiori. Il SI di Mirafiori non rappresenta la semplice adesione al piano di rilancio della Fiat, ma stravolge e sconvolge il futuro delle relazioni industriali in Italia, sconfiggendo per via democratica ancora una volta le forze della conservazione, le forze dei NO ad oltranza e ad ogni costo, le forze che restano abbarbicate a conquiste sì importanti, ma che però non accettano l’evoluzione e la trasformazione delle stesse in un nuovo ordine economico mondiale.

Il nostro cigno nero: 

  •  PESO DEL DEBITO PUBBLICO
  •  SPESA CORRENTE ELEVATA
  •  EVASIONE FISCALE–TASSAZIONE ELEVATA
  •  ECCESSO DI BUROCRATIZZAZIONE
  •  LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI
  •  GIUSTIZIA CIVILE/PENALE LENTA – INCERTEZZA DELLA PENA
  •  ELIMINAZIONE DEI MONOPOLI
  •  RIFORME STRUTTURALI PER IL MERCATO DEL LAVORO, DEI BENI E CAPITALI
  •  CARENZA GRANDI INFRASTRUTTURE
  •  RIFORMA SCUOLA/UNIVERSITA’

L’accettazione di nuove relazioni industriali significa che finalmente il Paese è pronto per radicali riforme nel mondo del lavoro, dei beni e dei capitali. Tali riforme rappresentano la nuova frontiera per porre un freno al declino industriale e post industriale in atto e costruire le basi per un definitivo rilancio del made in Italy – merci, servizi, turismo – nel mondo, così da poter combattere ad armi pari con gli altri grandi competitori europei, Germania e Francia in testa.

La borsa ha fiutato tutto ciò e ha messo un argine importante a difese dei nostri asset finanziari (azioni e obbligazioni) e dei nostri interessi economici. Resta inteso che gli alti e bassi legati alla crisi dei debiti sovrani in Europa non si esauriranno nel breve, anzi il momento della verità non è stato ancora raggiunto bensì solo rinviato.

eeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Resta necessaria la decisa azione del Governo e delle vere forze liberali nella società civile e nel Parlamento per intervenire, in questo momento, con determinazione su tutte le aree che sono fonte di criticità, come riportato nella fig.1.

Nelle ultime due settimane il nostro indice, anche se trainato principalmente dal rimbalzo delle banche, con decisione ha ripreso livelli molto importanti; la loro violazione sottintende che il viaggio è partito, la strada intrapresa è quella giusta, bisogna continuare e allora … Buon viaggio ITALIA!

yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy

 

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO

Mese di gennaio da manuale, come preannunciato nelle nostre rubriche. Fortissimo il settore dei semiconduttori. La settimana si caratterizzerà per la scadenza delle opzioni – venerdì, probabile catalizzatore per una correzione in stabili trend.

La settimana scorsa ci ha consegnato il forte rimbalzo dei c.d. PIIGS, registrando un trapasso di trend in Italia e Spagna grazie ai forti rialzi delle banche. La crisi dell’euro non si è ancora risolta, anzi la volatilità dominerà gli indici PIIGS in particolare, ma toccherà anche gli altri indici. Per il nostro mercato, ci riferiamo alle riflessioni fatte nell’outlook strategy.

L’indice svizzero si sta muovendo in un canale laterale, condizionato dalla forza del franco; gli altri due indici sono al traino dalle Borse americane.  Le politiche monetarie e l’inflazione attesa stanno pesantemente condizionando l’indice cinese, che nelle ultime settimane ruota intorno al trapasso di trend (Up-Down-Up-Down ); la borsa indiana è in decisa correzione, con un argine posto in area 18500. Situazione meno critica per il Brasile, ma l’indice staziona stabilmente sotto i massimi, l’eventuale correzione potrebbe spingere il Bovespa a 67000 punti. La Borsa russa segue l’andamento globale, con stabile trend Up e stato 1.

L’Hang Seng , il Nikkei e Taiwan in trend Up con stato 1 potrebbero essere influenzati dalla probabile correzione o aumento della volatilità, Singapore sta tirando il fiato: pesa l’apprezzamento della propria divisa contro il dollaro e l’attuale situazione rappresenta comunque una opportunità per andare lunghi.

Carte sparigliate da inizio anno ma i riferimenti incominciano ad essere chiari. L’euro continuerà ad essere sotto pressione soprattutto contro la sterlina e il dollaro, l’area di 1,35 si conferma come baluardo al cambio di trend. Conferma del canale di 105-115 sull’euro/yen. Il Dollar Index danza sul trapasso di trend Up/Down ma non tarderà, a nostro avviso , a prendere il trend giusto dandoci delle conferme. Il dollaro australiano resta in trend Up ma le inondazioni ne hanno, al momento, frenato la forza.

Correzione per oro e argento ma la corsa non è ancora finita, i prezzi più bassi sono un’ opportunità di acquisto; rame, platino e palladio meno volatili, con il petrolio che guarda ai 100 dollari. Il CRB Index è in stabile trend al rialzo anche grazie alle commodities agricole.

La probabile correzione sui mercati azionari darà vigore al rimbalzo dei bond, soprattutto la parte lunga della curva, confermiamo l’atteggiamento di uscire dalle posizioni perché i trend restano stabilmente al ribasso.

Leggera risalita dei tassi a breve in eurolandia in seguito alle dichiarazioni di Trichet; confermiamo che in BCE c’è un manipolo di sacerdoti devoti alla Bundebank. E’ incomprensibile come, di fronte alla crisi di alcuni Stati dell’area euro, possano alzare i tassi. Tutto ciò non ci sorprende considerato che in piena crisi finanziaria, nel luglio e nel settembre 2007, hanno alzato i tassi di interesse. I tassi a breve in America resteranno agli attuali livelli nei prossimi 6-12 mesi.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

Via Via F.Crispi 1, Campobasso – 86100 Campobasso

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