Il buono (la Fed), il brutto (il bond) e il cattivo (i mercati emergenti)

IL BUONO 

La Federal Reserve continua imperterrita nella sua azione di sostegno all’ economia ed il governatore Bernanke ha  ribadito in più occasioni pubbliche e private che il compito della Fed è garantire la piena occupazione attraverso la  crescita economica e nel contempo contenere le dinamiche inflattive, ovvero evitare pericolosi scenari di deflazione  stile Giappone. Nell’ultimo comunicato seguito al FOMC meeting del 26-27 gennaio la Fed ribadiva questa  posizione, segnalando l’assenza di pressioni nell’economia americana, che continua a crescere lentamente non  garantendo livelli occupazionali adeguati, nonché l’assenza di pressioni inflative. Il tasso Core – fig. 1 -, cui la Fed  fa riferimento, è abbondantemente al di sotto dei livelli ritenuti ottimali (1,5-2,5%), anzi le attese del Board sono  per un ulteriore rallentamento nei prossimi due anni. I recenti rialzi nei prezzi dell’energia e della componente  alimentari sono ritenuti transitori.

dfdfdfdfdf

Le banche hanno ripreso l’attività di finanziamento all’economia e l’inclinazione positiva della curva dei  tassi di interesse ha un impatto molto positivo sui profitti delle stesse, contribuendo al rafforzamento del  sistema bancario, casus belli dell’ultima crisi. Allora Don’t fight the Fed, perchè la Fed sta ancora  inondando il mercato di liquidità.

IL BRUTTO 

Da quando la Fed ha annunciato il c.d. QE2, i prezzi dei bond a lunga sono solo scesi, – fig. 2 – facendo  lievitare significativamente i tassi d’interesse, che sono passati da circa il 4% all’attuale 4,70 – fig. 3 – con  una inclinazione molto positiva della curva – fig. 4.

senza-titolo-2-copiaFig. 2 Grafico del T-Bond giornaliero

senza-titolo-3-copiaFig. 3 – Grafico del Bond trentennale

senza-titolo-4-copia

Fig. 4 – Curva dei tassi d’interesse

Riteniamo che, a differenza della Fed, il mercato sconti uno scenario un po’ più inflazionistico. Il nostro  compito è di osservare attentamente queste pressioni, presenti anche in Europa – fig. 5 -, consapevoli che  c’è ancora molto spazio rispetto al livello che riteniamo critico – pari al 5,50% sul bond trentennale e  4,25% sul decennale – e che può far deragliare le borse innescando molto più che una correzione.

senza-titolo-5-copia

Fig. 5 Grafico del Bund

IL CATTIVO  I mercati emergenti ed in particolare i c.d. BRIC (come segnalato nei nostri TREND e STATI e nella nostra  GLOBAL ASSET ALLOCATION) sono entrati in una marcata fase di correzione, in particolare il Brasile – fig. 6 –  e l’India – fig. 7 – mentre la Cina – fig. 8 – sta lentamente emergendo dalla correzione partita lo scorso maggio.

senza-titolo-6-copiaFig. 6 Indice Bovespa giornaliero

senza-titolo-7-copia

Fig. 7 Indice Bse 30 giornaliero

senza-titolo-8-copia

Fig. 8 Indice Shanghai Composite giornaliero

Il peso di questi tre colossi sull’indice MSCI Emerging Market Index ha fatto sì che il medesimo ha  registrato il minimo dell’ultimo anno, in concomitanza con i massimi fatti segnare dall’indice delle  commodities CRB Index, facendo cadere la correlazione positiva presente negli ultimi anni fra i due indici  al livello più basso – fig. 9 -. La diminuita correlazione si è riflessa sull’impatto negativo che i prezzi  delle commodities, in particolare quelle agricole, hanno avuto sull’ inflazione dei Paesi Emergenti,  costringendo le banche centrali a ripetuti rialzi dei tassi. Resta il fatto che gli attuali livelli di inflazione e  dei tassi di interesse sono ben al di sotto dei picchi del 2008. Tutto ciò ha comunque pesato nel deflusso  dei capitali registrato dai fondi sugli Emerging Markets, per circa sette miliardi di dollari, a beneficio  delle borse dei Paesi più sviluppati, in particolare verso il mercato italiano (nostra Global Asset  Allocation).

senza-titolo-9-copia

Fig. 9 Fonte Ned David Research

In un contesto globale al momento positivo, in particolare per gli Emerging Markets che restano,  nonostante questa correzione, in un secolare bull market, è necessario che le pressioni inflazionistiche  recedano, evitando il contagio alle economie dei Paesi sviluppati. Il potenziale catalizzatore di questa  situazione è una probabile correzione/rallentamento dei prezzi delle commodities, insieme ad una  rivalutazione delle monete dei Paesi Emergenti, in testa Cina e Brasile.  Allora miscelando con le dosi giuste il buono, il brutto e il cattivo, si possono creare i presupposti  affinché la corsa a livello globale riprenda su binari più solidi (alcuni segnali di questa ripresa sono già  presenti in Cina), rilanciando l’economia mondiale nel complesso e le borse – non immuni però da salutari  correzioni – verso nuovi indicibili traguardi, per garantire a milioni di persone di soddisfare bisogni di  base, innalzando le loro condizioni di vita. L’alternativa – tassi in salita, inflazione in salita, ulteriore  caduta degli Emerging Markets indotta da restrizione monetaria – è una nuova recessione globale.  Occhio al buono, al brutto e al cattivo!

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO

I mercati americani hanno beneficiato del deflusso di circa sette billion di dollari dai fondi sugli Emerging  Markets.Trend e Stati stabilmente UP in presenza di rotazioni settoriali.

Con la crisi dei paesi periferici momentaneamente accantonata, l’area euro con in testa il nostro indice ha registrato  un significativo avanzamento, consolidando globalmente il TREND UP.

Ripresa del momentum sul mercato svizzero, concomitante con l’indebolimento dai massimi del franco svizzero.  FTSE 100 e Omxs seguono il branco.

La Cina si lascia alle spalle le pressioni negative stagionali, legate al nuovo anno cinese riprendendo il TREND UP  per l’ennesima volta, un’ uscita con decisione dall’area posta a 2900 punti aprirà la strada a nuovi massimi, con un  impatto positivo su India e Brasile che restano al momento in un ciclico bear market.    La restrizione monetaria cinese pesa su Taiwan, Singapore ed Hong Kong che restano comunque in Trend UP e da  questi livelli possono ripartire; stabile nel trend e nello stato il Nikkey

Frenata del petrolio concomitante con l’evolversi della situazione egiziana, ripresa dei metalli preziosi che tornano  in stato 1 segnalando nuovi massimi in arrivo. Stessa situazione per gli altri – copper, platinum e palladio – e per le  commodities agricole trainate dalla persistente domanda cinese.

Ripresa del dollaro che al momento ha le connotazioni di breve periodo – stato 2 sull’euro e 13 sull’ US Dollar  Index – Rispettiamo i trend segnalati.

L’eccessivo pessimismo in stabili trend al ribasso è spesso foriero di rimbalzi

Il livello dei tassi a breve in Europa ed in America spinge per l’aumento del c.d. appetito per il rischio. Nulla di  nuovo a parte la fobia per l’inflazione della BCE.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

Via Via F.Crispi 1, Campobasso – 86100 Campobasso

Tel. 0874.418.192     Fax 0874 315364     e-mail: info@ruffospa.com     www.ruffospa.com

LASCIA UNA RISPOSTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.