È l’anno del maiale (piigs)?

L’acronimo PIIGS è stato coniato dagli analisti per individuare alcuni Paesi dell’Unione Europea che presentano un pesante fardello, in termini di finanza pubblica – debito sovrano, come conseguenza dell’ultima crisi (Spagna, Irlanda e Portogallo) e di dissennate politiche attuate in passato (Grecia ed Italia). La tenuta o meno di questi Paesi   potrà avere enormi conseguenze sul futuro dell’euro come moneta comune e dell’Unione Europea. All’inizio della   crisi la governance comunitaria è stata pervasa da divisioni profonde, dettate dalla tutela di interessi nazionali e la mancanza di strumenti comunitari per la gestione delle crisi ha fatto il resto. Lo scompiglio ed il panico si sono impadroniti dei mercati finanziari, colpendo pesantemente l’euro, gli spread sui bond governativi (che si allargavano a livelli impensabili, paventando il default di alcuni Paesi) e le borse, con la conseguenza estrema di   spingere l’Area dell’euro verso la dissoluzione.

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Fig. 1 Indice portoghese PSI 20 weekly ai minimi del 2010

senza-titolo-2-copia2 – Indice irlandese ISEQ weekly ai minimi del 2010

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Fig. 3 Indice italiano FTSE Mib weekly ai minimi del 2010

senza-titolo-4-copiaFig. 4 – Indice greco ATX weekly ai minimi del 2010

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Fig. 5 Indice spagnolo IBEX 35 weekly ai minimi del 2010  

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Fig. 6 Indice Dow Jones EuroStoxx50 weekly ai minimi del 2010     

Analizzando le quattro maggiori crisi sui debiti sovrani che si sono verificate negli ultimi venti anni:   la svalutazione del peso messicano del 1994   la crisi delle tigri asiatiche del 1997   la svalutazione del rublo dell’agosto 1998, con il fallimento dell’hedge fund Long Term Capital   Management   la crisi del debito argentino, con la pesante svalutazione del novembre/dicembre 2001   si scopre che circa dodici mesi dopo gli indici del mercato americano mediamente sono cresciuti del 17% dai   minimi fatti registrare nelle precedenti crisi, l’attuale crescita è di circa il 30% (Fig. 7 – Indice S&P 500 ), mentre   gli indici dei Paesi interessati si lasciavano alle spalle il punto di svolta, costruendo le basi economiche e tecniche   per realizzare brillanti performance nei ventiquattro mesi successivi.

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Fig. 7 Indice S&P 500 daily al 18-02-2011     

Sarà la stessa cosa per i cd. PIIGS?   Senza avventurarci in previsioni che possono essere smentite su cosa farà la Germania, come reagirà la Francia e se   l’Italia metterà il veto, diamo una occhiata a quello che ci dicono i prezzi.

senza-titolo-8-copiaFig. 8 – Indice portoghese PSI 20 daily al 18-02-2011

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Fig. 9 Indice italiano FTSE Mib daily al 18-02-2010

senza-titolo-10-copiaFig. 10 – Indice greco ATX daily al 18-02-2010

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Fig. 11 Indice spagnolo IBEX 35 daily al 18-02-2011

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Fig. 12 Indice belga BEL 20 daily al 18-02-2011

senza-titolo-13-copiaFig. 12 – Indice Dow Jones EuroStoxx50 daily al 18-02-2011

E’ stupefacente: tutti gli indici, secondo i nostri modelli, sono in trend up; alcuni di loro hanno già recuperato i   massimi del maggio scorso – Belgio e Spagna – altri si apprestano a farlo – Italia e Portogallo – mentre i più colpiti   recuperano importanti livelli.   Tutto ciò non vuol dire che la crisi sia finita o che il recupero non sarà molto doloroso, ma semplicemente che i   mercati azionari guardano oltre, le quotazioni hanno già scontato il peggio (i minimi di maggio) e la direzione dei   mercati, tra alti e bassi, d’ora in avanti ha poco a che vedere con la crisi e i suoi strascichi.

E’ L’ANNO DEL MAIALE!

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO     

Il modello continua a darci indicazioni chiare e precise sulla tendenza generale, non escludiamo nelle prossime   due settimane una fermata, da verificare nelle forme e nei modi a causa dell’eccessivo ottimismo che pervade i   mercati.

Bene i PIIGS il resto lo fa la tendenza in generale ed i leader– i mercati americani.

Il mercato svizzero riceve impulsi dal franco, Londra segue l’America, correzione in atto sull’Omxs.

La ripresa stabile di Shanghai con primo obiettivo l’area posta a 3200 potrà influenzare positivamente il Brasile e   l’India, correzione in arrivo sul mercato russo.

Continua la corsa del Giappone, in ripresa Hong Kong e Taiwan; uscire da Singapore, potrebbe scivolare a 2900 punti.

Nuovi massimi per l’argento, seguirà l’oro e il palladio, mentre il petrolio potrà fortemente risentire della   situazione in nord Africa. Trend stabilmente UP.

L’euro proiettato verso l’area 1,40-1,42 potrà rallentare la corsa a causa delle tensioni in Africa e Medio-Oriente   ma il suo destino è segnato; conferme anche dal US Dollar Index.

I bond come più volte ripetuto sono pronti per una correzione, approfittarne per chiudere le posizioni e assumere   posizioni short.

Assoluta stabilità sui tassi.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

Via Via F.Crispi 1, Campobasso – 86100 Campobasso

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