Il petrolio e il bull market: chi sopravviverà?

Resisterà l’attuale Bull Market al sostenuto rialzo dei prezzi del petrolio, causato dalle insurrezioni in nord Africa e Medio Oriente? Secondo accreditati analisti, l’attuale anemica ripresa economica rischia di essere soffocata da un prezzo del petrolio (Texas Intermediate) oltre i 130 dollari e potrebbe sfociare in un contesto economico di stagflazione. E’ stupefacente vedere come le aspettative oscillino da un estremo all’altro, probabili scenari deflazionistici che mutano in incipienti scenari inflazionistici, influenzando i comportamenti degli operatori economici e sociali – imprese, consumatori, banche centrali e governi.

Come da nostra abitudine, preferiamo trovare le risposte alle diverse e variegate situazione che via via si presentano, nelle quotazioni e nell’andamento dei prezzi delle borse – vero barometro dell’economia. E’ innegabile che il sell-off di martedì scorso sugli indici delle principali borse è stato innescato dalla veloce crescita del prezzo del petrolio, passato dalla chiusura di venerdì 21 febbraio pari a 91,40 al massimo registrato giovedì 24 pari a 103,40 (+ 13%, fig. 1), a causa delle insurrezioni in Libia e in Bahrein che avrebbero potuto contagiare anche l’Arabia Saudita. Ricordiamo che l’Arabia Saudita è il primo produttore al mondo di petrolio con i suoi 9 milioni circa di barili al giorno, su una produzione complessiva dell’OPEC di circa 25 milioni di barili. E’ del tutto evidente che una situazione contingente ha fatto da detonatore ad una situazione di mercato c.d. di ipercomprato, di cui avevamo già ampiamente discusso nel nostro outlook del 31 gennaio 2011.

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Fig. 1 Grafico del petrolio al 25 febbraio 2011

Dall’analisi dell’andamento del chart dello S&P 500 – fig. 2 – notiamo che il mercato cresce ininterrottamente dal 1° di dicembre – 12 settimane consecutive – senza una correzione significativa di oltre il 5% dal 1° di settembre – 25 settimane consecutive – e l’ottimismo sui mercati misurato da Investors Business Intelligence – fig. 4 – si è mantenuto dal mese di novembre 2010 su livelli elevati; una correzione era nell’aria e l’evento catalizzatore è stato il rialzo repentino del prezzo del petrolio.

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Fig. 2 – Grafico dello S&P 500 al 25 febbraio 2011

senza-titolo-3-copiaFig. 3 – Grafico del FTSE MIB al 25 febbraio 2011

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Fig. 4 Bullish vs Bearish

La vera domanda che dobbiamo porci in questa fase è la seguente: siamo di fronte ad una correzione di breve anche profonda con il trend del mercato inalterato – al rialzo -, oppure c’è un cambio di scenario? Noi riteniamo che il mercato in questa fase potrà correggere in un range compreso tra il 5 e l’8% e riprenderà il trend principale al rialzo con l’obiettivo di far segnare prima dell’estate i nuovi massimi Tutto ciò è supportato da un favorevole outlook economico globale e dalla continua crescita degli earnings a livello mondiale.

Certamente il petrolio, insieme con l’Arabia Saudita, sono sorvegliati speciali e una quotazione, non affetta da eventi contingenti, oltre i 130 dollari ovvero problemi di instabilità politica in Arabia Saudita sono fattori fonte di preoccupazione, soprattutto se dovessero sommarsi a tassi di interessi in crescita sopra il 4,25% sul bond decennale ed il 5,50% sul bond trentennale (come riportato nel nostro outlook Il Buono, Il Brutto e il Cattivo” del 14 febbraio 2011). Tutto ciò al momento non è, allora prepariamoci allo shopping appena in vetrina vediamo la merce migliore – le nostre proiezioni!

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO 

La tanto attesa e annunciata correzione – vedi settimana scorsa – è arrivata; attendere con pazienza la fine per individuare le migliori opportunità. Suggerimento detenere cash.

I leader – mercati americani – guidano la tendenza anche sull’Europa: particolarmente colpito il mercato tedesco – conseguenza della forte e ininterrotta crescita. E il nostro mercato fortemente esposto al fattore Gheddafi. Correzione in atto. Liquidare le posizioni ai livelli predefiniti.

L’India ed il Brasile con l’attuale correzione hanno acuito il loro movimento al ribasso, mentre la Cina recupera agevolmente e si prepara ad attaccare il livello di 3200 punti. L’indice russo a livello globale ha avuto la migliore performance e si candida a ruolo di leader nella ripresa che arriverà a livello globale.

Il Nikkei corregge anche sul rafforzamento dello yen ma segue la scia delle borse americane. Più problematica la situazione di Hong Kong che potrebbe segnalarci un probabile cambio di trend e Taiwan, che mostra una correzione più accentuata dai massimi, ha già perso l’8% circa. Singapore in down trend obiettivo l’area posta a 2900 punti.

Continua il trend al rialzo delle commodities soprattutto argento e oro. Il petrolio dopo lo spike di giovedi tenderà in questa fase a stabilizzarsi tra i 90 e 100 dollari. Correzione in atto su rame, palladio e platino.

Dollaro, che nonostante i conflitti politici in atto in aree del mondo molto sensibili, resta debole contro tutte le principali valute. L’euro dollaro guarda l’area 1,40-1.42 come prossimo obiettivo.

Si allentano le tensioni nei tassi a lunga, nonostante la salita dei prezzi del petrolio, – c’è qualcosa che non funziona! Approfittare di questa correzione per uscire da posizioni lunghe: i trend restano stabilmente DOWN. 

Gli europei vedono inflazione dappertutto e la curva a breve ha ripreso a salire. E’ atteso un atteggiamento più restrittivo, almeno a parole, da parte della BCE. Stabilità sul fronte usa.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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