2011: anno si? anno no?

Siamo nel primo anno di una nuova decade, periodo in cui spesso si sono registrati i maggiori cambiamenti e nuovi inizi. Analizzando l’andamento dei mercati dal 1920 ai giorni nostri, notiamo come spesso il primo anno di una decade è stato un anno positivo per i mercati azionari, che hanno fatto registrare risultati positivi spesso in doppia cifra, fatta eccezione per alcuni casi che vedremo.

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Fig. 1 Il primo anno delle decadi – fonte Stock Trader’s Almanac 2011

Inoltre il 2011, per gli Stati Uniti d’America, è l’anno che precede l’elezione del presidente: tra i quattro che compongono il ciclo presidenziale, è tendenzialmente quello che fa registrare le migliori perfomance di mercato. Un’ulteriore curiosità: gli ultimi 3 anni pre-presidential election, che sono stati anche primi di una nuova decade, sono il 1951, 1971 e 1991; in questi anni il mercato è cresciuto a gennaio, nel primo quadrimestre e in tutto l’anno, con una performance positiva media pari al 13,60% – per ulteriori informazioni vedi weekly report “Don’t Fight The Fed” del 2 novembre 2010.

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I presupposti affinchè il 2011 sia grande ci sono tutti, ma, così come anticipato in apertura, ci sono stati anche casi nella storia recente in cui il primo anno di una nuova decade non è sempre coinciso con buoni risultati per il mercato; in effetti, analizzando in dettaglio la figura 1, osserviamo che il primo anno della decade è stato negativo quando si sono verificate grandi crisi di carattere geopolitico o economico, eventi che hanno avuto un impatto negativo sul mercato: è il caso del 1931 – la Grande Depressione, del 1941 – la Seconda Guerra Mondiale, del 1981 – il riacutizzarsi della Guerra Fredda e di tensioni nella’area medio-orientale, del 2001 – anno dell’attacco terroristico alle torri gemelle. In conclusione, positivo o negativo, il primo anno della decade non è mai banale e l’andamento sotto il profilo finanziario ne segna i successivi.

Dunque, cosa accadrà nel 2011? L’inizio del nuovo anno è stato caratterizzato da diversi eventi catalizzatori, che potrebbero far ricadere il caso della nuova decade tra quelli analizzati con risultati negativi a fine anno per i mercati azionari. Il terremoto in Giappone senza dubbio impatterà sulla crescita globale ed avrà delle ripercussioni sull’andamento delle materie prime, in particolare del petrolio e probabilmente anche sulle commodities agricole. Inoltre non bisogna trascurare i tumulti che si stanno susseguendo in Nord Africa e in Medio Oriente, soprattutto nel caso in cui i problemi di instabilità politica dovessero estendersi in maniera più significativa all’Arabia Saudita, Paese tra i maggiori esportatori mondiali di petrolio, con impatto significativo sulle quotazioni del greggio e quindi anche sulla crescita economica – vedi weekly report “Il Petrolio e il Bull Market: Chi sopravviverà?” del 28 febbraio 2011. Ad oggi non sappiamo come classificheremo il 2011, di certo sui mercati azionari è in atto una correzione generalizzata, compresa tra un 5% ed un 8% e a noi non resta che definirne la natura e l’intensità, per agire di conseguenza.

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO

La tanto attesa correzione, come preannunciato, è in atto; in maniera indistinta tutti gli indici del mercato americano stanno ritracciando, nell’ordine di un 5-8%. La debolezza degli indici suggerisce di stare fuori dal mercato in attesa di definire meglio l’entità e la tipologia della correzione.

Al seguito di quelli americani anche gli indici europei sono entrati in una fase di correzione, il cui impatto si farà sentire sia sui mercati più deboli – vedi cambio di trend della Spagna – sia sui mercati notoriamente più forti – vedi Germania, la cui correzione è più intensa degli altri mercati europeri.

Il FTSE 100 e l’Omx correggeranno in sintonia con il mercato americano, mentre si segnala il cambio di trend per il mercato svizzero, dove alla correzione generalizzata si associa la forza del franco.

La correzione in atto colpisce anche i mercati dell’area BRIC anche se con ripercussioni diverse. Il Brasile continua ad oscillare su livelli di cambio di trend, l’India conferma il trend Down, mentre la Russia corregge dai massimi e la Cina, nonostante tutto mantiene un’intonazione positiva.

Tokio soffre, e probabilmente continuerà a soffrire almeno nel breve termine, le inevitabili ripercussioni del terremoto e dello Tsunami; gli altri mercati asiatici si allineano alla correzione in atto.

Il CRB index ritraccia dai massimi, ma la correzione sui mercati potrebbe avere impatto diverso sulle commodities: il petrolio potrebbe subire negativamente i fattori esterni che lo influenzano, oro ed argento si mantengono sui massimi, mentre sono in correzione gli altri metalli, rame su tutti.

Il Dollar index ritracca dai minimi di periodo, ma mantiene inalterato il trend Down, mentre l’euro/dollaro si mantiene in area 1,40, in prossimità dei target indicati, da cui potrebbe partire un movimento di correzione.

Atteggiamento neutrale invariato sulla parte lunga della curva dei bond.

Al momento stabilità in Europa sui tassi, dove la partita si gioca nella ricerca di un equilibrio tra la crescita economica e lo spauracchio dell’inflazione. Tassi stabili in Usa e Giappone.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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