Dopo il panico riparte il bull market

Il disastroso terremoto giapponese ha causato un devastante tsunami e la peggiore crisi nucleare dai tempi di Chernobil, generando il panico sulla borsa giapponese. L’indice Nikkei 225 è caduto in due giorni – lunedì 14 e martedì 15 marzo – di 2.027 punti rispetto alla chiusura di venerdi 11 che è stata di 10.254: ciò è un record per il mercato nipponico. Il panico si è esteso a livello globale, sommandosi alla correzione già in atto, partita a metà febbraio ed alle sommosse popolari che stanno insanguinando il Nord-Africa e il Medio-Oriente. Quando il worst case scenario sarà pienamente scontato e le paure relative alle crisi in atto, compresa la guerra in Libia, tenderanno a calmarsi, i mercati sono pronti a rimbalzare, con in testa la borsa giapponese. Naturalmente i danni presenti sul mercato giapponese sono immani, infatti l’indice Nikkei – fig. 1 – è girato brutalmente in trend Down rispetto ai principali indici ed al Morgan Stanley World – fig. 2 – ma il forte ipervenduto può generare un significativo rimbalzo c.d. di short covering, che può fare da detonatore alla ripresa globale dei mercati finanziari e delle economie reali, con in testa i mercati emergenti guidati dalla Cina e dagli indici cinesi.

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