Croce o delizia?

Nel nostro report dell’11 febbraio dal titolo “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”, indicando i Mercati Emergenti come componente “cattiva”, abbiamo evidenziato la forte relazione tra gli stessi e l’andamento positivo delle economie mondiali. La paura di una consistente correzione per i Mercati Emergenti sembra essere allontanata. La Russia si mantiene sui massimi, confermandosi mercato leader tra i c.d. Bric, mentre Cina ed India hanno ristabilito il trend Up e si avviano verso la ripresa dei massimi. Insieme a segnali di ripresa per gli Emerging Market, sembra ripresentarsi in maniera costante lo spauracchio dell’inflazione. Si potrebbe pensare che si tratti di un elemento connaturato alla crescita, ma in realtà rappresenta una nuova fonte di preoccupazione.

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A frenare la crescita dei listini emergenti stanno contribuendo i continui rialzi dei tassi delle rispettive banche centrali volti a contenere il rialzo dei prezzi al consumo, dovuto ad un aumento dei prezzi delle materie prime – che continuano a crescere, in particolare cresce il valore delle commodities agricole, quindi il costo del cibo. In questo scenario articolato, dunque, un mix di interventi preventivi di politica monetaria e di possibile stabilizzazione dei prezzi delle commodities – che si potrebbe manifestare con correzioni dagli attuali livelli massimi – dovrebbe consentire di evitare un’impennata dell’inflazione al consumo e fare da detonatore per una ripresa economica generalizzata.

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 La crescita delle economie emergenti e la conseguente crescita della domanda interna avrà un impatto positivo su tutti gli altri mercati mondiali, in particolare quello americano, grazie anche alla complicità del dollaro debole. Il Dollar Index – fig. 5 – che nelle scorse sedute si è portato sui minimi fatti registrare nel dicembre 2009 in area 0,74, manifesta una debolezza generalizzata del dollaro verso tutte le valute. Inoltre sembra esserci un tacito accordo tra Cina e Usa per consentire una rivalutazione lenta e graduale dello yuan contro il dollaro con l’intento di abbandonare il sistema dei cambi fissi per riequilibrare il commercio internazionale, dominato proprio dal Paese asiatico grazie alla sottovalutazione della moneta. A beneficiare dunque della debolezza del dollaro saranno soprattutto gli Stati Uniti, che vedranno ridurre il proprio debito e crescere le proprie esportazioni, con impatto positivo sulla crescita interna e sugli indici generali di borsa.

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La vecchia Europa assisterà da spettatrice all’evolversi della situazione e si accoderà di conseguenza agli altri Paesi, trainata in maniera inevitabile dal suo faro – i mercati americani. La zavorra dei ricorrenti problemi sul debito pubblico dei Paesi dell’area Euro, se non abbandonata, avrà inevitabili ripercussioni sulla crescita degli indici di borsa delle economie più deboli – c.d. PIIGS – a discapito di quelle più forti, Germania in testa, creando una divaricazione tra gli indici generali dei singoli Paesi. Dunque, attenzione rivolta ai Paesi Emergenti, che potrebbero rappresentare croce e delizia per lo sviluppo di scenari futuri.

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO

Gli indici americani si confermano leader del mercato. Conferma del trend Up per tutti gli indici, anche se manifesta qualche difficoltà la componente tecnologica. La sessione delle trimestrale avrà un forte impatto sull’andamento futuro.

Trend Up confermato per tutti al traino degli indici americani. Si vivranno temi diversi sui singoli mercati, in modo particolare su quelli più deboli dove continuano a pesare le problematiche sul debito pubblico.

Recupero del trend Up per il Ftse 100 e l’Omx al seguito dei mercati americani; si conferma la difficoltà nel recupero della Svizzera su cui è ancora consigliato un atteggiamento neutrale.

La Russia continua a confermarsi leader del gruppo mantenendosi sui massimi. In ripresa Cina ed India. Il Brasile si accoderà agli altri.

Gli altri indici dell’area asiatica hanno ripreso il trend Up e, trainati dai Bric, continueranno a muoversi all’unisono con quest’ultimi e con gli indici americani.

Trend Up confermato per tutte le commodities, anche se in alcuni casi si potrebbe assistere ad una correzione connaturata con la tendenza generale di lungo periodo. Nuovi massimi di periodo per il petrolio. Nuovi massimi storici per l’oro e l’argento.

 Il Dollar Index ha fatto segnare i minimi del dicembre 2009. L’euro si mantiene in un trend Up nei confronti del dollaro e fa segnare nuovi massimi di periodo.

Continuare restare fuori dal mercato dei bond.

La BCE continuerà a mantenere alto il focus sugli aspetti inflazionistici nell’area euro. Atteggiamento neutrale per la BOE e la Fed. Confermato l’allentamento della BOJ.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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