I mercati in poche immagini e… parole

Quanto già da noi indicato nel nostro outlook del 7 marzo 2011 dal titolo “La Leadership è salda”, relativamente al nuovo ordine economico mondiale che ruota intorno alla leadership americana e cinese, tende via via a rafforzarsi ed a condizionare sempre più le sorti dell’economia mondiale. La persistente debolezza dell’indice cinese – fig. 1 – che batte all’unisono con gli indici brasiliani e indiani, è significativa delle azioni che quelle economie hanno messo in atto per frenare la ripresa inflazionistica, compensata dalla posizione assunta dalla Federal Reserve, in ordine allo stimolo monetario diretto a sostenere l’economia e gli indici di mercato americani. L’azione della Banca Centrale Europea, al momento, è significativa solo per la determinazione del cambio rispetto al dollaro ed ai principali cross, non ha nessuno impatto sull’economia mondiale ed europea, anzi esaspera gli effetti sulle economie dei c.d. PIIGS, tra cui l’Italia, accentuando gli effetti negativi sulle economie, sui debiti e sugli indici di mercato.

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La correzione sugli indici di borsa ha innescato un violento sell-off sulle principali commodities – fig. da 7 a 9 – confermando il momentaneo rallentamento dell’economia a livello globale. Il dollaro prontamente si è rafforzato contro le valute deboli (euro e sterlina) ma ha perso terreno contro franco svizzero e dollaro neozelandese – fig. 10 e 11 – mescolando così le carte rispetto al suo futuro ed alimentando le incertezze.

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In tutto questo contesto abbiamo dei punti fermi che ci inducono a ritenere che i mercati americani non abbiano registrato un significativo Top di mercato e che l’eventuale ripartenza avrà un impatto anche a livello globale, soprattutto sugli indici asiatici, sui c.d. BRIC e su alcuni indici dell’area europea: Ftse100, Dax30 e Cac40. I Paesi periferici, fra cui l’Italia, arrancheranno fino a quando la questione dei debiti sovrani non troverà un’adeguata soluzione o quanto meno una cornice, nel cui ambito scaturiscano le soluzioni. Sul nostro listino, a parte singoli temi, pesa l’assenza di una forte azione politica volta a riformare dalle fondamenta il Paese.

Di seguito passiamo in rassegna i nostri punti fermi:

a. L’Advance-Decline line è sui massimi – fig. 12. In queste condizioni è difficile pensare a Top significativi di mercato.

b. Importanti indicatori di sentimento stanno approcciando valori da cui il mercato è quasi sempre ripartito – fig. 13. Suggeriamo, per gli appassionati, di verificare le date indicate con l’andamento dell’indice S&P 500 oppure il Dow Jones Industrial. Non ci sorprende sapere che in prossimità di quelle date si sono verificati importanti bottom di mercato.

senza-titolo-11-copiasenza-titolo-12-copia senza-titolo-13-copiaAllora prepariamoci ad individuare i prossimi winners tra i singoli mercati, settori, azioni, valute e commodities. Occhio alle nostre liste!

ANALISI TREND E STATI DI MERCATO  

America. Il trend è stabilmente Up, ma una correzione é in atto: restare in posizione neutrale o leggermente lunga. Restiamo in attesa del segnale per riprendere posizioni.

A parte alcuni settori stare alla larga dal nostro mercato. Il Dax è interessato da una profonda correzione. Mantenere in generale una posizione neutrale o Short.

Altri indici Eurozona in correzione. Posizione neutrale.

L’indice russo paga pegno al sell-off sulle commodities. Gli altri BRIC restano in trend Down: mantenere posizione neutrale o short al momento ed attendere l’eventuale follow-trough per un cambio di tendenza.  Indici in trend down o in correzione.

Posizione neutra/short in Asia  Commodities: mantenere al momento posizione neutrale o short in un movimento di contro-trend.

La ripresa del dollaro contro l’euro si caratterizza, al momento, come un movimento di contro-trend che potrebbe avere ancora spazio al ribasso. Identica posizione ma speculare per il Dollar Index.

Bond. Il trend Up certifica la fase transitoria in atto sui mercati e sulle aspettative di inflazione; mantenere posizioni lunghe.

Tassi. Fase di stabilità, probabilmente il prossimo rialzo dei tassi della BCE è rimandato a settembre.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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