Euro: questione di vita e di morte 2

Nell’outlook del 3 dicembre dello scorso anno dal titolo: “EURO: QUESTIONE DI VITA E DI MORTE” (suggeriamo di rileggerlo) abbiamo chiuso dicendo: “In questo scenario il nostro principale interesse non è di dissertare sulle ragioni economiche, politiche e sociali di tale evento, bensì di fornire suggerimenti operativi ai nostri Clienti. La prima conseguenza del break dell’euro è una forte svalutazione nei Paesi deboli, e un supermarco in Germania; la difesa passa attraverso l’acquisto di obbligazioni tedesche, americane e svizzere, l’acquisto di dollari australiani ed il solito oro”.

A distanza di sei mesi nulla di importante è stato fatto, anzi la situazione è andata via via peggiorando, (l’Irlanda e il Portogallo si sono aggiunti alla Grecia nel programma di salvataggio europeo), esponendo l’area euro ad una prossima deflagrazione con effetti devastanti sul sistema bancario europeo e mondiale, producendo così una nuovacrisi finanziaria.

A tal riguardo, ha ben sintettizato il nobel Paul Krugman su un articolo de “Il Sole 24 ORE” di sabato 11 giugno 2011. Riprendendo quanto scritto da Martin Wolf, sempre su “Il Sole 24 ORE” del 31 maggio 2011, Krugman rileva quanto segue:

  • i sitemi bancari dei paesi dell’area periferica, c.d. PIIGS , sono sostenuti soltanto da un processo di prestiti fra banche centrali – l’allegato 1 mostra chiaramente i prestiti che le varie banche centrali si sono fatti reciprocamente;
  • la Bundesbank, potente banca centrale tedesca, risulta essere la più esposta e inizia a manifestare turbamento per le ingenti richieste dei paesi debitori;
  • la Banca Centrale Europea è contraria a qualsiasi forma di ristrutturazione ed ha alzato il livello di scontro con i politici;
  • le misure di austerità assunte dai paesi debitori si sono rivelate inefficaci e allontano le prospettive di un ritorno alla normalità.

Krugman conclude: “Se volete il mio parere, vi dirò che il livello dell’acqua ormai è sceso talmente tanto da esporre le barre del combustibile nucleare. Ormai ci troviamo prossimi alla fase di fusione del nocciolo”. Allora cosa fare per evitare la fusione del nocciolo? Serve una forte presa di coscienza da parte dei principali paesi dell’area euro, volta a dare le seguenti ineludibili risposte per garantire il prosieguo del cammino europeo:

  • nascita di un’unica Autorità Fiscale per consentire l’armonizzazione dei vari sistemi fiscali e la
  • redistribuzione del reddito fra i vari Paesi della zona euro;
  • creazione di un Prestatore di Ultima Istanza, per evitare il collasso dei singoli sistemi bancari in difficoltà, fornendo tutta la quantità di euro necessaria alle Banche Centrali Nazionali;

Nelle prossime due settimane è possibile tutto ciò? I singoli Stati Nazionali sono pronti a rinunciare alla sovranità fiscale a scapito o beneficio dei propri cittadini con l’obiettivo di una futura unione politica?

Noi pensiamo di no, allora “bye bye Euro”, forse ti ritroveremo ma diverso da come sei ora.

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