Il Piave mormorò: non passa lo straniero

Nel nostro editoriale del 20 dicembre 2010 (suggeriamo di rileggerlo) abbiamo indicato le cause di un possibile cigno nero per l’Italia ed in chiusura il probabile scenario dell’economia, del debito e dei mercati finanziari del Bel Paese:

 LE PROSPETTIVE

In una situazione di immobilismo politico e sociale e con i mercati in subbuglio ed in altalena, il nostro indice generale Ftse Mib è destinato nella migliore delle ipotesi a muoversi in un ampio range compreso tra 18000 e 21000 punti con le nostre banche fortemente penalizzate e pronte a dirigersi verso i minimi di marzo 2009, indice Comit Bancari In caso di accelerazione della crisi, con conseguente allargamento degli spreads sul debito, e di aumento delle quotazioni dei cds sull’Italia, siamo destinati a rivedere i minimi registrati a marzo, con conseguenze politiche, sociali ed economiche molto disastrose.

con allegate le fig 1,5,6,7, che di seguito riproponiamo

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Nel nostro editoriale del 17 gennaio scorso abbiamo chiuso dicendo:

Resta necessaria la decisa azione del Governo e delle vere forze liberali nella società civile e nel Parlamento per intervenire, in questo momento, con determinazione su tutte le aree che sono fonte di criticità.

Le allegate fig. 1a, 6a, 7a sono abbastanza esplicative e crediamo non necessitino di ulteriori commenti.

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La tabella di seguito riportata – fig. 8 – riepiloga i segnali short che il nostro modello ha fornito sui titoli finanziari – sia bancari che assicurativi.

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L’attacco all’Italia è in atto in forma strisciante già da tre o quattro mesi, il crollo delle quotazioni delle nostre banche, avvenuto in borsa venerdì, è la manifestazione ufficiale che i mercati hanno alzato il livello di attenzione sul nostro Paese. La vera sfida della sopravvivenza dell’euro non si gioca sulla Grecia o sul Portogallo e neanche in campo spagnolo: il vero campo di battaglia sarà l’Italia.

L’Italia è il Paese con il più alto debito al mondo: il rifinanziamento avviene in condizioni molto critiche, considerato l’aumento esponenziale dei debitori sovrani rispetto a due anni fa; la nostra crescita economica langue sotto la montagna delle nostre contraddizioni e criticità (Fig 1 cigno nero). Anzi, il popolo sovrano, imbeccato da una classe dirigente politica per niente responsabile, vota si all’abrogazione della legge esistente sul referendum c.d. sull’acqua, ma che riguardava tutte le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali – vedi fig. 1a cigno nero – facendoci tornare indietro di vent’anni ed ipotecando così il nostro futuro e quello dei nostri figli, così come per le pensioni, così come per la TAV (alta velocita sulla linea Torino-Lione), etc. etc.

UN DISASTRO…

Ai mercati tutta questa situazione è chiarissima, non accampiamo giustificazioni inutili che potrebbero sviarci dall’indicare le vere soluzioni di natura politica, sociale ed economica. Prepariamoci ad una lunga e dolorosa guerra, sperando che, anche questa volta, il Piave funga da argine.

Buona settimana!

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

Via Via F.Crispi 1, Campobasso – 86100 Campobasso

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