Il 2011 come il 2008 e lehman come il debito sovrano?

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Come nostra abitudine, all’indicazione di uno scenario di medio periodo formulata nell’ultimo outlook “The wall of worry” – preferiamo associare un worst case scenario. In tale contesto tanti potrebbero domandarsi: ma allora cosa fare? Per quanto ci riguarda, la risposta – e la conseguente strategia – è molto semplice: focalizzarsi sullo scenario principale, che prevede mercati in rialzo nei prossimi sei mesi. Ma se i principali indici dovessero rompere livelli chiave, fig. 2 Indice S&P 500 – allora bisogna adottare atteggiamenti operativi difensivi, assumendo posizione neutrale o posizione short.

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Il worst case scenario trova evidenza nel grafico messo in bella mostra all’inizio di questo outlook. Si tratta del chart del granturco – cbt corn; le due aree evidenziate mostrano la somiglianza fra i due movimenti. Nel 2008 la commodity, da fine giugno-inizio luglio a metà agosto, ha subito una caduta di 278 punti, il 35,5%. Nel 2011 la caduta di giugno, dal massimo del 10 al minimo del 24, è stata pari al 28%. La somiglianza è davvero stupefacente. A confermare il quadro c’è la caduta del grano, pari al 35% dai picchi segnati in febbraio e quella del petrolio, pari al 22% dai picchi di inizio giugno – fig. 3 e fig. 4.

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Allora possiamo arguire che la crisi e gli eventuali default dei debiti sovrani stanno al crollo della Lehman così come il 2011 sta al 2008? Sicuramente la devastazione colpirà i mercati dell’Area periferica europea – i c.d. PIIGS – almeno fino a quando l’Unione Europea non darà una soluzione credibile e definitiva, ovvero si deciderà per la dissoluzione dell’euro. Sugli altri, attendiamo significative violazioni prima di cambiare posizione.

Una cosa comunque è evidente: le pressioni inflazionistiche a livello globale stanno recedendo.

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Ciò potrebbe spingere gli investitori a uscire da quelle divise dove la politica monetaria restrittiva è in fase terminale – Cina, India, Brasile, Area asiatica, Area euro – ritornando comunque ad investire sulle borse di tali Paesi ed Aree. Il favore degli investitori si indirizzerà verso le divise dei Paesi più orientati alla crescita e con politiche monetarie accomodanti – Usa – sostenendo la ripresa economica e gli indici azionari.

In poche parole, la guerra valutaria volge al termine.

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Buona settimana

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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