L’incerto, il certo e l’operativo

File photo of then U.S. Federal Reserve Chairman Ben Bernanke (L) as he talks to then European Central Bank (ECB) President Jean-Claude Trichet in Washington September 24, 2011. REUTERS/Jonathan Ernst

L’incerto : Bernanke

Dopo aver sopportato una valanga di critiche per la decisa azione di politica monetaria assunta, sia durante la crisi che successivamente con l’utilizzo di strumenti di politica monetaria non convenzionali (Q1 e Q2), il capo della Fed sembra tirare il freno a mano. In una contraddittoria audizione davanti al Congresso, ha prima dichiarato che la Banca Centrale Americana potrebbe considerare un eventuale Q3 se l’economia continuerà ad indebolirsi con un potenziale rischio deflazionistico, per poi aggiungere che tale scenario è improbabile. Infatti la Fed si aspetta un’accelerazione della crescita nei prossimi mesi con un eventuale rialzo nel trend dell’inflazione che potrebbe limitarne l’azione, anzi al contrario spingerebbe la Banca Centrale ad un rialzo dei tassi. L’incertezza che sembra emergere dalle dichiarazioni di Bernanke è veritiera oppure è real politik di stampo monetario? Noi propendiamo per la seconda, il capo della Fed volutamente si lascia aperta la porta a qualsiasi opzione in un quadro economico che stenta a definirsi anche a causa di fattori esogeni inusuali – crisi del debito sovrano in Europa. La reazione dei mercati I mercati dai minimi registrati a metà giugno – fig. 1 – hanno tentato l’attacco ai vecchi massimi, ma la stagionalità, le ricorrenti voci di default in Europa e la sopravvivenza stessa dell’euro, con la complicità di una elevata volatilità, ha indotto un retracement verso l’importante area di 1290/1300. Noi continuiamo a pensare che i minimi di periodo ormai sono segnati e che per fine anno l’indice avrà scalato nuove vette in un contesto di earning , in questa stagione e nella prossima , sicuramente sopra le attese.

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Il certo: Trichet

Trichet ormai vede inflazione dappertutto, alza i tassi giusto un attimo prima (Luglio settembre 2008) della peggior crisi degli ultimi cinquanta anni, salvo fare immediatamente marcia indietro e con generosità fornire tutta la liquidità necessaria al sistema. Ci riprova quest’anno, alzando i tassi d’interesse per due volte consecutive, nonostante la crisi in atto sui debiti sovrani e l’euro che lotta per sopravvivere. Il mandato assegnato alla Banca Centrale Europea è ferreo, anzi tedesco: il nemico è l’inflazione e sopra di tutto la stabilità, naturalmente tedesca; lui francese, è costretto ad essere ancor più duro. Potrà fare sempre marcia indietro quando raccoglieremo le macerie di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna ed Italia, ma la colpa, sicuramente, non è sua.

Lo stato dei mercati

Area euro double-face, con gli indici tedeschi sui massimi, pronti ad una ulteriore crescita all’unisono con l’economia mondiale, la Francia che arranca, e tutti gli altri in mercati bear market, con la uscita dal tunnel lontana, forse lontanissima – fig. 2, 3, 4, 5.

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L’operativo : Cina, Brasile, India

Nonostante le previsioni di hard landing ed una politica monetaria restrittiva, i tre principali paesi dell’area c.d. BRIC realizzano tassi di crescita sopra le attese smentendo le previsioni di consenso, tutto come da manuale. A nostro avviso il ritmo di crescita tenderà a stabilizzarsi su livelli elevati, fornendo la stura necessaria all’economia americana e mondiale. L’inflazione, tendenzialmente in ribasso, manifesterà improvvise accelerazioni indotte dal prezzo delle commodities. La colpa è nostra perchè vendiamo a milioni di persone, che andavano in bicicletta, le nostre auto ma anche la loro perché mangiano tanto, ma proprio tanto, e fanno salire il prezzo dei generi alimentari.

Strano il mondo!

Lo stato dei mercati

La Cina e l’India sono prossime ad un turn-around di medio periodo e riprenderanno a salire confermando il bull market secolare in atto. Il Brasile è prossimo ai minimi: l’area a 57.000 punti è un importante supporto. Fig. 6, 7, 8.

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