I debiti sovrani e i mercati finanziari

L’ultima settimana è stata caratterizzata da una violenta caduta delle borse

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Motivo del contendere, oltre alle problematiche sui debiti sovrani europei, è stato il mancato accordo tra il presidente Obama ed il Congresso sull’innalzamento del tetto del debito e sui tagli alla spesa. Nell’ultimo week end, dieci minuti prima dell’apertura della borsa di Tokio è stato annunciato l’accordo che ha scongiurato il default del governo americano. Tra gli operatori serpeggiava l’ansia e la paura di trovarsi di fronte ad una situazione inedita e non più controllabile, dagli effetti devastanti sia sui mercati che sull’economia mondiale. L’accordo non ha scongiurato il declassamento del rating da parte di Moody’s e Standard & Poor’s ed i suoi potenziali effetti negativi, ma ha tolto l’incertezza dal mercato che, sommata la situazione europea, aveva creato i presupposti per un cocktail al veleno per l’intera economia. Dalle reazioni di lunedì e martedì capiremo se i mercati si concentreranno sul rallentamento economico in atto, segnalato dal report sul GDP americano, o sulla fantastica crescita, al di la delle aspettative della stagione, degli earnings soprattutto in America.

La vecchia Europa è ancora alle prese con il salvataggio greco, noi riteniamo che i passi che sono stati fatti – se confermati – sono di portata epocale. Il vecchio trattato di Maastricht, che fissava dei paletti ben determinati riguardo ai bilanci nazionali, è andato in soffitta. Il potenziamento del c.d. Fondo Salva Stati – EFSF – consentirà maggiori strumenti e facilità di intervento, di concerto con la BCE, in aree quali i prestiti mirati, gli interventi sul capitale delle banche, l’acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario.

Tutto questo è un grande passo per la creazione di un processo di credito di ultima istanza, in passato gestito dalle singole banche centrali nazionali, e verso la determinazione di una politica fiscale vincolante a livello comunitario. Per quanto ci riguarda è un film già visto, basta rileggersi i nostri out look “Euro:questione di vita o di morte”, “Euro:questione di vita o di morte..due”, “L’Incerto, il Certo e l’Operativo”.

Le prossime tre-quattro settimane, anche se a scartamento ridotto, sono importanti per verificare le

metabolizzazioni da parte degli operatori su tutti questi temi. Come andiamo dicendo ormai da tempo, i mercati azionari americani punteranno decisamente verso nuovi massimi e crediamo che questa volta possa esserci una buyingopportunity anche sui c.d. PIIGS, sia sui mercati azionari che dei titoli di stato, con il restringimento degli spread verso il Bund tedesco – fig. 1. Quindi comprare BTP italiani – fig. 2 – e Bonos spagnoli e vendere i Bund tedeschi.

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Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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