Ordinando le idee

Quello che ci siamo lasciati alle spalle verrà ricordato come l’ennesimo venerdì nero per le Borse Europee. Le dimissioni del membro tedesco della BCE Juergen Stark si sono trasformate in una violenta tempesta che ha colpito i listini del vecchio continente ed i mercati americani. Stark si è ritirato ufficialmente per cause personali, ma voci e fonti darebbero l’acquisto di bond periferici (in particolare i Btp italiani) da parte della BCE tra le ragioni principali che lo hanno spinto a muoversi in tale direzione; altre cause della sua decisione potrebbero essere ricondotte al possibile default della Grecia, che in uno scenario tanto fragile pare sia diventato inevitabile, basti pensare che il Governo greco ha annunciato di avere liquidità a sufficienza per finanziare le attività dello Stato solo fino ad ottobre. Delle problematiche che affliggono la Banca Centrale Europea e dell’immobilismo che la contraddistingue avevamo già parlato in numerosi nostri report “E noi…l’avevamo detto!” dell’ 8 agosto, “La Parola d’Ordine è: Disciplina” del 22 agosto 2011.

Quanto accaduto venerdì dunque non è altro che un ulteriore segno della confusione che regna e della fase di stallo in cui sembra essere piombata la BCE, al momento incapace di trovare una soluzione condivisa per porre un argine alla crisi debitoria che l’ha travolta. L’impatto emotivo sui mercati internazionali è stato devastante. I cali delle Borse Europee sono stati consistenti e hanno annullano del tutto i tentativi di rimbalzo. Il Ftse Mib è arrivato a perdere quasi cinque punti percentuali, alla fine il principale indice di Milano ha chiuso con un -4,92%; nel resto d’Europa, Francoforte ha perso il 4%, Parigi il 3,60%, Madrid il 4,44%. Leggermente meglio Londra, che ha ceduto solo il 2,35%. Wall Street, in scia al brutto andamento delle piazze europee ha chiuso la settimana in eciso ribasso. Il Dow Jones e il Nasdaq hanno perso rispettivamente il 2,8% e il 2,35%, l’indice S&P500 ha chiuso in calo del 2,6%. Quella che sembra delinearsi è una nuova onda al ribasso delle borse mondiali destinata a far segnare nuovi minimi di periodo, dove ad essere penalizzati saranno i mercati più deboli e maggiormente coinvolti nella crisi del debito: in questo scenario il nostro indice sembra ormai destinato a testare i minimi di area 12.330, fatti registrare nel marzo del 2009 – fig. 1.

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Come avevamo anticipato in tempi non sospetti, (vedi report “Il Piave mormorò: Non passa lo Straniero” del 1 luglio 2011), la sopravvivenza della moneta unica e dell’Unione Europea, così come la conosciamo oggi, si gioca soprattutto in campo italiano, ma al momento il risultato ci ha consegnato forti correzioni su tutti i mercati ed allargamento degli spread tra obbligazioni tedesche e quelle dei Paesi periferici – lo spread tra Btp e Bund continua ad allargarsi e ha superato i 380 punti base – nonostante gli interventi di acquisto da parte della BCE.

In questo scenario sembra aprirsi una nuova stagione per l’euro: mentre fino a questo momento la moneta unica sembrava non essere particolarmente toccata dalle problematiche che investivano i Paesi dell’Eurozona, ora si inizia a manifestare la sua debolezza in maniera indiscriminata verso tutte le valute, in particolare contro il dollaro americano che, portatosi a 1,36 (meno tre punti percentuali in quarantotto ore!), è destinato a far registrare nuovi minimi di periodo.

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Il dollaro americano potrebbe, in uno scenario di instabilità globale, ricoprire ancora una volta il ruolo di “luogo di rifugio” per chi è in fuga da azioni, materie prime, bond societari e governativi, proprio come accadde nell’agosto 2008 quando incombeva sui mercati finanziari la crisi del credito – fig. 3.

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La situazione che si sta delineando naturalmente non lascerà immuni le materie prime, che potrebbero risentire della crisi e di un eventuale rallentamento dell’economia: cartina di tornasole di tale fenomeno potrebbe essere il rame il cui andamento sembra essere collegato da un filo diretto con lo stato dell’economia globale – fig. 4. Discorso diverso potrebbe valere invece per l’oro, bene-rifugio per eccellenza, che sembra confermare i massimi raggiunti, ma, entrato in una fase laterale, potrebbe toccare nuovi massimi in caso di un incancrenirsi della crisi – fig. 5.

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Dunque quanto scritto nel nostro citato commento “La Parola d’Ordine è: Disciplina sembra valere ancora in questa situazione:

Per quanto ci riguarda cerchiamo, grazie ai i nostri modelli, di individuare le tendenze del mercato e mantenere un atteggiamento di assoluta disciplina per coglierne le opportunità a prescindere dal quadro fondamentale di tipo economico e politico. Al momento i nostri modelli segnalano trend al ribasso su tutte o quasi le borse mondiali. Non c’è nessun motivo per avere aspettative di tipo diverso, quindi il suggerimento è di attendere, per vedere se la probabile fase di assestamento che potrà seguire la violenta caduta del mese di agosto è una opportunità di acquisto long o di vendita short. Gli eventi economici e politici, incorporati nei prezzi delle quotazioni di indici e azioni, valute e commodities, dei prossimi giorni e settimane ci daranno la risposta.

Buona settimana!

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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