I nostri modelli ed il mercato

A compendio e a conferma degli ultimi outlook pubblicati circa la situazione dei mercati mondiali, vi sottoponiamo lo stato dei nostri modelli in riferimento ai trend in atto.

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Negli ultimi outlook – “Statistica e Mercati” e “Facciamo Parlare gli Interessati” – attraverso alcuni modelli di turn around avevamo indicato ed individuato i possibili bottom di mercato; la settimana appena trascorsa ci consegna importanti cambi di trend da Down ad Up negli indici guida del mercato americano. Le conseguenze positive non tarderanno a manifestarsi ed a contagiare anche gli altri mercati azionari, facendo segnare nei prossimi mesi sostanziosi rialzi ed innescando molto probabilmente una nuova fase secolare da noi ampiamente illustrata nell‟outlook del novembre 2010 – Don‟t fight the Fed, fig. 1. Certamente il cammino non sarà facile, anzi alcuni ostacoli già si profilano all‟orizzonte (indicazioni del Super Committee sui tagli al deficit americano entro fine novembre, definitiva sistemazione della crisi europea, carenza di leadership mondiale), ma la strada è segnata ed alcuni eventi di rottura, politici, sociali, finanziari ed economici, già si profilano all‟orizzonte anche a nostra insaputa.

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L‟Eurozona è pervasa dalle ultime scosse telluriche, gli esiti che acquisiremo consentiranno alle future generazioni di realizzare un‟unione non solo monetaria. Il contagio positivo dell‟andamento dei mercati azionari americani molto presto influenzerà gli indici europei e molto probabilmente quelli più penalizzati potrebbero recuperare posizioni. Naturalmente devono trovare strutturale definizione le annose problematiche italiane, per non rappresentare il casus belli dell‟eventuale break dell‟ Eurozona. La posta in gioco ormai ha raggiunto livelli insopportabili, per l‟Eurozona in primis, ma anche a livello globale: solo la definitiva sistemazione dei problemi può evitare devastanti conseguenze.

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I cosiddetti BRIC, con in testa la Cina, sono la locomotiva del mondo, tant‟è che anche ai più sofisticati modelli econometrici sfugge questo nuovo paradigma. Nel 2009 le previsioni erano funeree per la Cina ed i BRIC, l‟esito lo conosciamo tutti; quest‟anno si è ampiamente dissertato sulle previsioni di hard lending delle economie di questi Paesi, invece c‟é crescita importante, trainata dalla domanda interna. La reazione delle borse è stata guidata da una politica monetaria aggressivamente restrittiva, onde ricondurre la dinamica inflazionistica sotto controllo. I trend sono in stato Down ma molto probabilmente i minimi sono stati segnati ed il contagio positivo non tarderà a farsi sentire.

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La correlazione positiva che si è creata tra commodities ed economia mondiale costringerà le Banche Centrali ad un maggiore dinamismo nella gestione della politica monetaria, stile anni 60. Disciplinatamente, rispettiamo gli stati ed i trend che di volta in volta tendono a manifestarsi.

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Nello scenario delle borse mondiali che abbiamo tracciato, un fattore determinante è l‟andamento del dollaro nei confronti di una pluralità di divise. Al momento resta la correlazione positiva con l’andamento delle borse, ed è il tema del prossimo G20. Sarebbe auspicabile un rafforzamento della valuta americana; il trend sta ancora ad indicarci questo, ma la carne al fuoco è talmente tanta che non è da escludere un aumento della volatilità intorno a certi livelli-chiave, con esiti imprevisti e legati soprattutto al flusso di notizie che potrebbero portare a potenziali e repentini cambiamenti di trend.

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La tendenza del Bond e del Bund resta Up ma non sono da ecludere marcate correzioni, anche in considerazione dei livelli raggiunti, quindi meglio assumere un atteggiamento neutrale ed attendere l‟evolversi degli eventi sopra indicati. I prossimi giorni potrebbero rappresentare la svolta per il Btp, se il governo italiano farà quanto la UE ci ha chiesto.

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Stabilità tendenzialmente al ribasso anche in considerazione dei futuri interventi delle Banche Centrali: la Fed attraverso operazioni non convenzionali e la Bce con un deciso taglio dei tassi. L’andamento dell‟indice Vix – fig. 2- che misura la volatilità implicita a breve termine delle opzioni “at the money”, ossia la volatilità del sentiment del mercato, è in linea con la ripresa degli indici americani.

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Le previsioni economiche puntano al ribasso ma i mercati salgono: qualcosa vorrà pur dire! A tal proposito segnaliamo la fantastica stagione degli earnings: i due terzi di quelli pubblicati, che si riferiscono allo S&P 500, hanno battuto le aspettative – fig. 4.

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Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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