Festa del ringraziamento: che succede in borsa?

Nella settimana che sta per iniziare, è compresa una delle più importanti feste d’Oltreoceano: il  hanksgiving Day, ricorrenza nel tempo oggetto di numerosi studi statistici che hanno fornito una serie di pattern di grande interesse per la loro sistematicità e affidabilità; basta infatti leggere quanto segue per capire l’importanza di questa nuova ottava di mercato.

Per trentacinque anni, lo “Spirito della Festa” ha lasciato un segno molto significativo sia sulla giornata del mercoledì precedente il Thanksgiving Day che in quella del successivo venerdì , tranne in due occasioni. Se ne parlò nell’Almanacco (*) del 1987 come del bacio della morte. Quell’anno, sia il mercoledì che il venerdì, ed anche il lunedì dopo, fu una devastazione: – 6,6%!

Dal 1988, la coppia mercoledì-venerdì ha fatto profitti ben tredici volte su ventidue, con un Dow Jones attestatosi in totale a 657,51 punti, contro la performance negativa del lunedì (- 870,79); poi giù per cinque volte consecutive, dal 2004 al 2009.

La migliore strategia sembra possa essere quella di iniziare la settimana con atteggiamento long, per poi uscire, senza indugi, il venerdì.  In questo periodo dell’anno, inoltre, c’è un altro fenomeno interessante, messo in luce da una serie di dati che evidenziano come la maggior parte del cosiddetto Effetto Gennaio abbia luogo nella seconda metà di dicembre.

Nel corso degli anni, infatti, l’appassionante Effetto Gennaio mostra come le small-cap abbiano facilmente superato in performance le large-cap nel corso del primo mese dell’anno, per quaranta volte su quarantatre annate, tra il 1953 ed il 1995. Nel periodo considerato, le Cats and Dogs hanno in media realizzato il quadruplo dei profitti, rispetto alle blue chips. Dopodiché, l’Effetto Gennaio è scomparso nei successivi quattro anni.

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Osservando il grafico qui sopra riportato, che compara l’indice Russell 1000 – concernente azioni ad elevata capitalizzazione – con il Russell 2000 – azioni a bassa capitalizzazione, vediamo che le small-cap cominciano a superare le blue chips a metà dicembre. Restringere il confronto a periodi di quindici giorni è stato illuminante e significativo, come potete vedere voi stessi nella tabella a seguire.

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È quindi senz’altro vantaggioso partire per tempo, già a metà dicembre, per beneficiare dell’Effetto Gennaio. Ma in realtà non bisogna nemmeno aspettare dicembre: il settore delle small cup spesso comincia l’inversione di tendenza già verso la fine di ottobre-novembre.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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