Profetico gennaio…

Il nostro primo intervento dell’anno “I Primi Cinque Giorni di Gennaio: un Campanello d’Allarme” ha trattato della capacità di questo mese di prevedere il futuro andamento dei mercati azionari americani nel report odierno ci occuperemo dei segnali di cambio di trend che i nostri modelli hanno generato tra fine anno ed oggi. La tabella di seguito riportata indica chiaramente i cambi di tendenza sui principali indici americani, segnalati tra inizio-fine dicembre ed inizio anno, il cambio di trend sui mercati svizzero ed inglese a fine anno ed il cambio di tendenza sul mercato brasiliano e su quello tedesco a metà mese.La tabella, inoltre, segnala la situazione positiva in atto sui listini francese ed italiano, che non tarderà molto a consegnarci un probabile cambio di trend.

Segnali di probabili bottom vengono rilevati in Cina ed in tutta l’area asiatica. Come è possibile che a fronte di previsioni di consenso negative, se non nefaste, arrivino questi segnali? Premesso che la nostra analisi e il nostro focus sono indirizzati esclusivamente all’andamento dei mercati, cercheremo in questa sede di fornire alcune indicazioni macro, a suffragio e sostegno dei nostri modelli.

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L’operazione di finanziamento della BCE, a tre anni all’1%, al sistema bancario europeo – che si attesterà a circa 900-1.000 miliardi di euro, insieme alle due riduzioni dei tassi di interesse – ha indicato chiaramente le intenzioni della Banca Centrale e le modalità con cui la stessa intende dare una prima spallata alla crisi: un sostegno monetario mostruoso, forse anche più grande di quello fornito dalla Federal Reserve alle banche e all’economia americana. La conseguenza di questa azione sarà un marcato indebolimento dell’euro soprattutto verso il dollaro, che non fa che confermare il trend down segnalato dai nostri modelli.

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Il rigore fiscale adottato all’interno dell’Eurozona e l’azione draconiana del Governo italiano, casus belli della sopravvivenza dell’euro, tenderanno a ricompattare il fronte dell’euro, che non tarderà ad assumere posizioni più costruttive soprattutto da parte tedesca, fornendo le soluzioni per indirizzare la crisi verso una normalizzazione e stabilizzazione – con conseguente rifocalizzazione sulla crescita economica, che troverà sostegno anche nell’euro debole e in una politica monetaria molto accomodante per i prossimi tre-quattro trimestri.

La politica monetaria di allentamento già intrapresa in Brasile e Cina eviterà a questi importanti Paesi, al fine del sostegno alla crescita economica mondiale, marcati rallentamenti – hard lending – nella crescita economica, sostenuta anche da azioni di rilancio e da dinamiche inflattive in rallentamento. In ultimo non per importanza, anzi il contrario, a dispetto di quanto in generale si creda sull’economia americana, la crescita di quest’anno sarà molto più forte di quanto stimato dalle previsioni di consenso ed i primi segnali già fanno capolino: maggior dinamismo delle banche nel fornire prestiti, la stabilizzazione del mercato immobiliare e la continua crescita con probabile accelerazione del sistema manifatturiero e poi… bisogna far rivincere le elezioni al presidente uscente!

Buona settimana a tutti.

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