Bear o bull?

La correzione degli indici americani di queste due ultime settimane, (Variazione Max-Min: S&P500 -4,56%; Dow Jones -4,40%; Nasdaq -4,69%) ha riaperto il dibattito sul futuro dei mercati azionari. I ribassisti incalliti continuano a segnalare scenari catastrofici. Le loro previsioni indicano che gli indici americani nei prossimi 18/36 mesi faranno segnare i minimi storici con conseguenti cadute di tutte le principali borse a livello mondiale. Questa storia va avanti dall’estate/autunno del 2009. Guardando i chart dello S&P500, del Dow Jones e del Nasdaq – fig. 1, 2, 3, senza bisogno di esperti o guru, capiamo benissimo quello che è successo. Dai minimi del marzo 2009 gli indici americani hanno recuperato quasi tutto il maltolto e a nostro avviso dopo l’esaurirsi di questa correzione sempre legata alle incertezze dell’Eurozona, faranno segnare, prima delle vacanze estive, i nuovi massimi per entrare di nuovo in una fase di correzione/consolidamento e attendere chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti di America.

Tutti gli altri indici a livello mondiale seguiranno i mercati leader, il discorso diventa più complicato e particolare per i paesi periferici della zona Euro. La miccia che ha accesso l’attuale correzione è la previsione non brillante sulle sorti della economia mondiale: l’economia americana che non accelera; il rallentamento marcato delle economie dei paesi BRIC e dell’Asia; la recessione che colpisce duramente l’Europa.

A nostro avviso, suffragato da quello che segnalano i mercati finanziari, ovvero i fatti e la realtà, la situazione non è così negativa anzi si segnalano nuovi massimi di periodo dell’economia americana -Indice Ecri, fig. 4 – e i dati che arrivano da Cina – tabella 1, India e Brasile sono migliori di quanto sembrano. Il vero problema è legato al comportamento degli investitori che sono ancora molto spaventati, non capiamo da cosa visto l’andamento al rialzo dei principali indici, notiamo che ad ogni cattiva notizia, soprattutto sul fronte europeo, reagiscono con massicce vendite posizionandosi sul cash. Questo comportamento ha assunto i connotati dell’ossessione e non tiene in nessun conto i fatti di natura tecnica e fondamentale. Certo risulterà difficile prendere posizioni sui mercati azionari quando il focus è indirizzato esclusivamente ai risultati di breve periodo con conseguente innalzamento della volatilità che a sua volta condiziona negativamente gli investitori di lungo periodo nella assunzione di posizioni. Paradossalmente è proprio da questo comportamento che crediamo in un futuro brillante, tra rialzi e ribassi, dei mercati azionari con in testa gli indici americani.

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L’EUROPA?

La situazione nell’Eurozona è completamente diversa rispetto alla scorsa estate, apice della crisi. Ci sono segni di miglioramento in Irlanda e soprattutto in Italia, con il governo tecnico che ha realizzato una riforma delle pensioni ormai modello per tutta l’Europa ed è impegnato ad introdurre una serie di riforme strutturali per liberare l’economia italiana dai vincoli cui è sottoposta da innumerevoli decenni. Ma le paure si ripresentano e questa volta colpiscono la Spagna, rea di non aver fatto abbastanza in termini di contenimento del deficit. Ulteriore benzina sul fuoco viene da un quadro politico europeo da brividi con i seguenti appuntamenti concentrati tra fine aprile e maggio:

  • Francia 22 aprile 1° elezioni presidenziali
  • 6 maggio ballottaggio
  • Italia 6 maggio elezioni amministrative
  • Grecia 6 maggio elezioni politiche generali
  • Germania 9 maggio elezioni in renania-nord westfalia
  • Irlanda 31 maggio referund sul fiscal pact

In conclusione, il prossimo focus dei leader politici europei, pena lo smantellamento dell’area euro, dovrà necessariamente essere la crescita, allora occhio a ai così detti periferici con in testa il Bel Paese.

Elaborazione e Analisi Ufficio Studi RUFFO & Partners S.R.L.

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