Le inutili e pericolose resistenze tedesche

In questa nostra rubrica più volte ci siamo occupati della posizione tedesca rispetto all’euro, all’Unione Europea ed alle problematiche macro-economiche in ambito G8 e G20, battezzandola come il “fattore A…ngelina”. Fattore che affonda le radici nella storia del popolo tedesco che a volte anche in maniera drammatica e brutale, ha coinvolto il continente europeo come il resto del mondo; non dissimilmente il vertice del 28 e 29 giugno potrà risultare fatale per la moneta unica e l’economia europea e mondiale.

Le resistenze tedesche in ordine all’unione bancaria, alle misure di stimolo economico ed alla stabilizzazione finanziaria, attraverso misure o meccanismi tendenti a riportare gli spread di Spagna ed Italia a livelli molto più contenuti, potrebbero fare da detonatore ad una situazione già precaria sui mercati finanziari, aggiungendo altro sconquasso ”finanziario” sulle quotazioni già oggettivamente al limite per i debiti sovrani di Spagna e Italia e per l’andamento delle borse a livello mondiale.

Se dal vertice non verranno fuori decisioni relative:

  • all’ “irreversibilità” dell’adesione all’euro;
  • ad un piano ben delineato per l’integrazione fiscale e politica attraverso la creazione di autorità ad hoc;
  • al conferimento alla BCE, direttamente o attraverso altri meccanismi, della possibilità di intervenire per stabilizzare il contesto finanziario che lega indissolubilmente le banche ai debiti sovrani;

Il nucleo del reattore euro si avvicina pericolosamente al punto di fusione.

Il percorso travagliato dell’Eurozona, che negli ultimi due anni ha visto l’assunzione di decisioni importanti e sofferte, non può andare perduto per meri calcoli elettorali o vantaggi economici e finanziari effimeri: i padri fondatori non solo si rigireranno nelle loro tombe, ma perseguiteranno tutti coloro che si andranno a macchiare di una grave infamia – la distruzione, con macerie economiche e finanziarie, del continente europeo – per l’ennesima volta in meno di cento anni.

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Negli ultimi due anni l’andamento del cross euro/dollaro americano è significativo nell’indicare le difficoltà dell’Europa relative ad un break della moneta unica. L’attuale difficoltà economica a livello mondiale collegata alla situazione di austerity in Europa ed alla moneta unica si riflettono sulle quotazioni dei principali mercati mondiali.

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