Ciclo economico e materie prime: su cosa scommettere?

Cos’è il ciclo economico? Il ciclo economico è l’alternanza di fasi caratterizzate da una diversa intensità dell’attività economica di un Paese o di un gruppo di Paesi economicamente collegati. Nei cicli economici vengono individuate le seguenti fasi:

  • fase di prosperità, o boom, nella quale il PIL cresce rapidamente;
  • fase di recessione, individuata da una diminuzione del PIL in almeno due trimestri consecutivi;
  • fase di depressione, in cui la produzione ristagna e la disoccupazione si mantiene a livelli elevati;
  • fase di ripresa, in cui il PIL inizia nuovamente a crescere.

In che fase ci troviamo in Europa? Attualmente in Europa, ahimè, ci troviamo nella fase di depressione. Il QE varato da Mario Draghi, purtroppo, non seguito da riforme strutturali negli Stati membri, non sta portando gli effetti desiderati da tutti gli investitori azionari long. Con i titoli di stato e con le obbligazioni che hanno rendimenti bassissimi anche su scadenze molto lunghe e con la fase di incertezza che vige sull’azionario europeo a causa soprattutto delle sofferenze bancarie e dell’incertezza politica europea, su cosa investire attualmente sul mercato? Vediamolo insieme..

Cominciamo dal petrolio

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Osservando il grafico weekly, possiamo affermare che il trend di lungo termine del greggio è ben impostato al ribasso. Con il breakdown del supporto dinamico di breve (linea sottile celeste) e soprattutto con il mancato breakout definitivo (doppio massimo) di area 50 dollari (linea doppia celeste), anche il trend di breve-medio termine è tornato ad essere ribassista con primo target in area 40 dollari. Il trend di medio termine tornerà ad essere rialzista con breakout definitivo prima di area 50 e poi con il superamento di area 60 dollari al barile.

Passiamo al rame

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Osservando il grafico weekly del rame notiamo che anche in questo caso la tendenza di medio-lungo termine è fortemente impostata al ribasso. Lo scorso trimestre i prezzi hanno tentato invano più volte il superamento di area 2300 circa (doppio massimo) che avrebbe, molto probabilmente, fatto cambiare lo scenario da ribassista a rialzista almeno per il medio termine. Ricordiamo che la mancata formazione di un pattern di inversione altro non fa che rafforzare il trend in essere. I prezzi nel breve si stanno muovendo in una fase laterale e con il breakdown di area 2000 assisteremo a nuovi minimi. Al contrario, il breaout di area 2300 darà spazio ad ulteriori rialzi nel breve termine.

Infine vediamo l’oro. Come tutti sappiamo, l’oro è il bene rifugio per eccellenza: quando l’azionario scende e c’è incertezza l’oro sale e viceversa.

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Osservando il grafico weekly di lunghissimo periodo notiamo che il tendenza di medio-lungo periodo è short, mentre il trend di breve è ancora bullish. Tracciando il supporto dinamico di lungo e la resistenza dinamica di medio termine si osserva che le due linee (verdi) si congiungono esattamente in area 1400 dollari l’oncia. Tale area è di fondamentale importanza in quanto funge da spartiacque tra trend rialzista e trend ribassista di medio-lungo termine. Con il superamento di tale quota, l’oro vedrebbe davanti a sé una “prateria” che potrebbe portare le quotazioni fino a 1800 dollari l’oncia. Il mancato breakout di tale area non cambia lo scenario bearish di medio-lungo termine che ha come primo target area 1200 dollari l’oncia.

Concludendo, in questa fase depressiva dei mercati, dove non si intravede ancora una immediata ripresa economica, il prezzo di queste materie prime potrebbe continuare ulteriormente a scendere. Si potrebbe, quindi, scommettere su operazioni short attraverso futures ed etf.

Francesco Terzano

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