Carico fiscale in Messico: tra i migliori al mondo

Negli ultimi anni, il Messico è stato uno dei paesi con maggiori investimenti stranieri in diversi settori industriali. La decisione di investimento è multifattoriale, ma è chiaro che la valutazione del costo fiscale complessivo è un decision maker determinante. Il costo fiscale in Messico rappresenta il 68,5% in rapporto agli Stati Uniti, che viene preso come riferimento; solo il Canada, il Regno Unito e i Paesi Bassi hanno carichi fiscali inferiori. Il Messico è al quarto posto tra i 10 paesi con i costi fiscali complessivi più bassi, a causa del basso costo del lavoro e altre imposte sulle società.

Il codice fiscale totale (TTI, per il suo acronimo in inglese) è inferiore al 68,5%; 31,5% in meno rispetto agli Stati Uniti (UE), secondo lo studio del 2016 “Competitive Alternatives” di KPMG. Secondo la società, il TTI è una misura espressa come percentuale del totale delle imposte pagate dalle società in un determinato luogo. Gli Stati Uniti hanno un TTI di 100, che rappresenta il punto di riferimento da cui vengono rapportati altri paesi e città. Un punteggio più basso è migliore poiché significa riduzione degli oneri fiscali per le imprese.

Il costo riportato per il Messico nell’edizione 2016 è inferiore a quello riportato nella relazione 2014, quando ha raggiunto il 70,2%.  Sotto il Messico vi è il Canada con il 52,4%; il Regno Unito con il 64,5%; e i Paesi Bassi con il 68,2%. Dopo il Messico, c’è l’Australia con il 95,7%; la Germania con il 97,9%; gli Stati Uniti con il 100%; il Giappone con il 108,2%; l’Italia con il 110,5% e la Francia ultima con il 136,6%.

Città del Messico e Monterrey sono nella top ten delle imposte più basse.

Lo studio, che ha esaminato 51 città in 10 paesi, indica che Monterrey e Città del Messico sono nella lista delle 10 città con le imposte più basse; la prima città ha un tasso di 66,1%, quinto posto. Nel frattempo la capitale messicana è in ottava posizione con un TTI di 70,9%.

In testa vi è Toronto, in Canada, con il 47,4%; seguita da Vancouver con il 49%; Manchester, Regno Unito con 55,7%. Il sesto posto è occupato di Amsterdam nei Paesi Bassi con il 68,2%; Rotterdam, in Olanda, con la stessa percentuale. Al nono posto con il 73,2% è Cincinnati, Stati Uniti ed è seguita da Londra nel Regno Unito con il 73,4%.

Nicola Santoro

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