Stato dei mercati al 08-02-2019

Il mercato americano è in un uptrend. I temi chiave della settimana sono stati gli earnings aziendali e,ancora, la trade war sui dazi con la Cina. Dal punto di vista tecnico, invece, importante è stato il test delle media mobile a 200 giorni. In tale contesto, con gli earnings migliori delle attese e le indicazioni provenienti dai nostri modelli, pensiamo che i prossimi sviluppi sui principali indici americani potrebbero essere positivi. L’eventuale catalizzatore negativo resta il fallimento delle trattative sui dazi che potrebbero innescare pesanti vendite da parte degli investitori istituzionali facendo presagire uno scenario del tipo anni 1930 con l’approvazione della legge sulle tariffe di Smoot-Hawley.

Il mercato italiano è in un uptrend. I temi chiave sono stati il Pil e la crescita rivisti al ribasso, l’allargamento spread BTP/BUND e la crisi diplomatica con la Francia. Il Ftse Mib ha archiviato la seconda settimana consecutiva col segno meno, chiudendo con una performance negativa pari a -1,18%. Le vendite si sono concentrate soprattutto sul comparto bancario, nonostante le buone trimestrali riportate dai maggiori istituti di credito. Il quadro tecnico vede sempre la conferma dell’indice sopra la M.A. 50. In tale scenario confermiamo la necessità di allocare rischio in maniera selettiva.

Il mercato europeo è in un uptrend. Il principale focus europeo è stata la revisione al ribasso della crescita, insieme all’effetto contagio sullo spread BTB/BUND. L’indice Eurostoxx50, per la prima volta da inizio anno, dopo cinque settimane consecutive in progresso, fa registrare un flessione del -1,12%, in scia alla riduzione delle stime di crescita per i paesi dell’Eurozona.

Il mercato giapponese e quello cinese sono in un uptrend. Il mercato cinese è stato chiuso per lo Spring Feestival. Il mercato giapponese chiude la settimana con una variazione di -2,19%, confermandosi uno degli indici più deboli tra i developed market. La media mobile a 50 giorni si è dimostrata un importante test in grado di respingere i prezzi.

L’indice dei mercati emergenti è in un uptrend. L’indice (ETF) ha chiuso la settimana con una variazione negativa di -1,4%. Anche per l’indice (ETF) dei mercati emergenti il test della M.A. a 40 settimane/200 giorni è molto importante, un eventuale esito positivo spingerebbe l’indice e i singoli mercati verso nuovi e più alti livelli di prezzo. Di particolare interesse il Brasile, la Thailandia, l’India, l’Indonesia, l’Argentina e la Russia che si confermano leader tra gli emergenti.

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