Il trading algoritmico nei mercati finanziari

Nell’epoca dell’informatica avanzata sta diventando sempre più obsoleto l’intervento umano nelle decisioni applicate alla finanza. Milioni di dati da elaborare e tempi di intervento sempre più stretti hanno portato le principali società di investimento a perfezionare sempre di più i propri algoritmi automatizzando la gran parte dei processi decisionali.

Ma è davvero arrivata l’epoca in cui l’essere umano debba essere messo da parte per lasciare spazio all’infallibile freddezza del calcolatore? Quali sono effettivamente i vantaggi (e gli svantaggi) di un trading completamente automatizzato?

Secondo il mio personalissimo punto di vista la verità sta nel mezzo. Se da un lato infatti gli elaboratori riescono a processare una mole spaventosa di dati in tempi ristretti con margini di errore bassissimi, dall’altro lato vi sono alcuni aspetti in cui l’intervento umano può ancora fare la differenza.

Sotto il profilo dei vantaggi del trading automatizzato, pertanto, annoveriamo la capacità di calcolo; ma anche la “freddezza” nel prendere decisioni. Un computer è infatti immune a quelle variabili di natura psicologica che influenzano il trader-investitore nei suoi processi decisionali.

(vedi: L’importanza della finanza comportamentale nel processo di investimento – https://www.investimentoplus.com/2017/05/14/limportanza-della-finanza-comportamentale-nel-processo-investimento/)

Sempre sul piano dei vantaggi annoveriamo, ancora, la possibilità di monitorare i mercati giorno e notte in quanto, come risaputo, un computer non ha bisogno di mangiare e dormire. Inoltre, se correttamente programmato, ha dalla sua parte la scientificità dell’approccio: una volta impostate delle regole, il programma le esegue senza battere ciglio.

Da queste premesse sembrerebbe opportuno avallare la tesi di chi vorrebbe mandare in pensione la maggior parte degli analisti finanziari. Eppure analizzando in dettaglio le logiche che sottostanno al processo di investimento e gestione del rischio ci rendiamo conto di come il ruolo umano sia non solo necessario ma, al contrario, indispensabile e sinergico ai compiti svolti dall’elaboratore.

Anzitutto, sotto il profilo tecnico, il primo svantaggio di un trading completamente automatizzato è che non tiene conto di quegli eventi che trascendono il set di regole impostate come ad esempio le emozioni degli operatori in particolari contesti di mercato in cui prevale l’irrazionalità. Ebbene, un analista esperto, in queste circostanze è in grado di attingere al proprio bagaglio esperienziale e cogliere quelle sottili sfumature che spesso sfuggono ad un approccio totalmente automatizzato. inoltre non dobbiamo dimenticare che un software per poter funzionare correttamente esige un lavoro di programmazione, manutenzione e controllo costante in cui l’ingegno umano fa la differenza. Infine vi sono, in ogni società degna di questo nome, aspetti relazionali che spesso legano con una fiducia reciproca gli intermediari finanziari ed i loro clienti e difficilmente un elaboratore riesce a sostituire una stretta di mano.

Ma allora tra uomo e macchina cosa scegliamo? Qual è la risposta definitiva all’approccio da preferire? Dal mio punto di vista sicuramente entrambi. Se da un lato oggi è sempre più importante il know how tecnologico di un’azienda, dall’altro lato non dobbiamo dimenticare che l’azienda è fatta da persone. E’ soltanto grazie al lavoro sinergico di questi elementi, pertanto, che si può raggiungere standard di qualità elevati in tutti gli aspetti del processo di investimento, dal rapporto col cliente fino all’ottimizzazione della strategia.

Alessandro Mastropaolo

direttore editoriale Investimentoplus

LASCIA UNA RISPOSTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.